giovedì 30 ottobre 2008

Il mio Francesco

Carissimi,

vi invito alla serata di giovedì 30, quella che sarà dedicata all’incontro che abbiamo intitolato “Il mio Francesco”.

Come sapete si tratterà di una conversazione in pubblico con tre personaggi noti della vita cittadina (Carlo Colzani, Paolo Fratta e Massimo Tosi) non consueti ai temi di tipo spirituale e religioso, a cui abbiamo chiesto di mettersi a confronto liberamente e senza rete con Francesco d’Assisi, a partire da tre brevi testi che vi allego.

La serata sarà molto semplice, ma speriamo ricca e stimolante. Ci sarà una giovane attrice che leggerà i tre brevi testi oltre a un testo introduttivo e alla conclusione che abbiamo pensato di affidare al “cantico delle Creature”.

Io farò un po’ da “conducente”, articolando i temi con domande e spunti.

Abbiamo ritento di svolgere la serata in chiesa, nonostante il carattere “laico”, per sfruttare l’atmosfera che è indubbiamente più suggestiva.

È superfluo ricordare a tutti quanto sia importante la partecipazione, a cominciare da quella dei fratelli e sorelle della fraternità.

Arrivederci quindi a giovedì sera

Ettore

Proposta per i giovani al Monte Mesma

Trovate qui il volantino...

martedì 21 ottobre 2008

Promessa della GiFra

Carissimi, con gioia vi invito:

Domenica 26 Ottobre alla promessa della GiFra di Novara
durante la messa delle ore 16.30 presso il Convento di S.Nazzaro

Il Signore vi doni la pace.
Davide

mercoledì 15 ottobre 2008

Mercoledì 15 Ottobre - Commento alla Parola

Mercoledì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 11,42-46

Commento su Gal 5,22.23
(Eremo San Biagio)

Dalla Parola del giorno
Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza,
benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro
queste cose non c'è Legge.

Come vivere questa Parola?
Nella pericope che oggi la liturgia ci propone Paolo contrappone
"le opere della carne" e "il frutto dello Spirito". Sorge subito
un interrogativo: perché non dice "opere dello Spirito" ma "il
frutto dello Spirito" e perché "frutto" e non "frutti"? Nelle
"opere della carne" si esprime l'istintività dell'uomo che si
dissocia dal progetto di Dio che è bellezza, bontà, salvezza,
ogni vero bene per lui. È l'uomo che va dietro i dettami del suo
"ego". La Legge di Dio lo precetta diversamente, ma egli la
disattende pur sentendosene da essa condannato. Nel "frutto dello
Spirito" si esprime l'azione dello Spirito Santo. Essa è appunto
l'unitario fruttificare di molteplici atteggiamenti positivi nel
cuore e nella vita di chi consente liberamente a questa azione.
Non solo, ma da questo agire dello Spirito la persona sempre più
viene liberata riacquistando quella fisionomia spirituale che è
"l'immagine e somiglianza di Dio, e più ancora il lasciar vivere
e agire gli atteggiamenti stessi di Gesù che è – per
eccellenza – "il frutto dello Spirito" allo sguardo del Padre.
No, la Legge non ha proprio più nulla da dire contro l'uomo che
vive semplicemente il fruttificare dell'azione di Dio in lui.
Amore, pace, gioia, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé sono qualità di un'esistenza pienamente
riuscita. Chi potrebbe negarlo?

Oggi, nella mia pausa contemplativa, invoco lo Spirito Santo per
vedere con chiarezza in me dove e quando accetto i compromessi di
una vita secondo l'istintività egoista, di una logica e
mentalità del "subito tutto e a qualsiasi costo". È contro
questo modo di essere e di agire che la Legge non ha che
proibizioni: "Non dire" "non fare" ecc. indicandoci così il
minimo indispensabile per non uscire del tutto dal progetto di
Dio. Lo Spirito invece: la sua azione, che mi sollecita
interiormente a scegliere il bene, fruttifica in me una vita
piena, una qualità umana e cristiana che è la libertà gioiosa
di chi ha imparato la piena realizzazione di sé donandosi per
amore ai fratelli.

La voce di un Padre della Chiesa
La grazia scolpisce nel cuore dei figli della luce le leggi
dello Spirito. Una volta che la grazia si è impadronita dei
pascoli del cuore, essa regna su tutte le membra e su tutti i
pensieri. In esso infatti è la mente, e tutti pensieri
dell'anima e la sua speranza.
Pseudo-Macario

venerdì 10 ottobre 2008

Venerdì 10 Ottobre - Commento alla Parola

Venerdì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 11,15-26

(mons. Vincenzo Paglia)

Ancora una volta il Vangelo ci mostra Gesù che lotta contro il
male, contro il principe del male che teneva schiavo un uomo
rendendolo muto, incapace di comunicare con gli altri. Gesù
libera quest'uomo dalla sua schiavitù. E tutti, appena sentono
parlare quest'uomo, si meravigliano. Lo spirito del male non si
arrende e, se possibile, rafforza la sua resistenza e la sua
opposizione a Gesù e al Vangelo. È una storia di opposizione e
di lotta che continua ancora oggi. L'incomunicabilità è davvero
frequente: è difficile comunicare tra persone, tra etnie, tra
popoli, tra nazioni. E l'incomunicabilità crea tensioni e
conflitti, talora drammatici. Il principe del male opera perché
la divisione e l'inimicizia si allarghino. I discepoli, anche
oggi, sono invitati a essere attenti e vigilanti, a non abbassare
la guardia, perché siano sconfitti dagli spiriti del male e
della divisione. E soprattutto debbono sapere che Gesù è
davvero il più forte che può custodire la casa di cui parla il
Vangelo. Questa casa è il cuore di ciascuno, è la comunità
cristiana, è il mondo.

giovedì 9 ottobre 2008

Giovedì 09 Ottobre - Commento alla Parola

Giovedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 11,5-13

(Eremo San Biagio)

Dalla Parola del giorno
Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai
vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo
Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!

Come vivere questa Parola?
Registrando questa stessa affermazione di Gesù, l'evangelista
Matteo non dice "lo Spirito Santo" ma "cose buone (Mt. 7,11). In
effetti Luca è più "onnicomprensivo", perché se il Padre dà,
a chi glielo chiede, lo Spirito Santo che è il dono per
eccellenza, indispensabile a un'autentica vita cristiana, certo
darà insieme ogni altra "vera" cosa buona. Questa è la nostra
fede! Tutto il brano del Vangelo di oggi è ricco di due
significati importantissimi:
1. la qualità della nostra preghiera è in diretta relazione
col rapporto di fede-fiducia che abbiamo col Padre. E' il grande
abbandono in Lui che ci ottiene lo Spirito Santo con tutte le sue
energie per una vita vera e serena.
2. La nostra preghiera è autentica se è perseverante. Dio non
lo si "gettona"! Il cuore impara a contattarlo per qualunque
necessità nella consapevolezza che Egli è l'Amore. Pregarlo
ogni giorno, anzi ad ogni momento è il "respiro" che conta e mi
fa vivere!

Oggi revisionerò in cuore il mio modo di rapportarmi a Dio. Si
annidano delle paure, delle diffidenze forse o
dell'abitudinarietà? Nella consapevolezza che è Gesù a
immettermi nell'oceano della tenerezza di Dio, gli ripeterò più
volte lungo il giorno: "Mi fido di Te, Signore".

La voce di un grande Padre
Non è necessario dire tante parole nella preghiera. Dì
sovente: "Signore, abbi pietà di noi come tu vuoi e come tu
sai". Quando la tua anima è in angustie, dì: "Aiutami". E Dio
ti farà misericordia perché sa quello che ti conviene.
Macario

martedì 7 ottobre 2008

Martedì 7 Ottobre - Commento alla Parola

Martedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 10,38-42

(mons. Vincenzo Paglia)

Maria ai piedi di Gesù è l'immagine di ogni discepolo. Il
cristiano, infatti, è anzitutto colui che ascolta la parola del
Maestro e la custodisce nel proprio cuore. Il discepolo somiglia
a Maria più che a Marta, la quale si lascia sorprendere da un
attivismo che la incattivisce al punto tale da rimproverare di
insensibilità persino Gesù. Il cristiano è sempre e
soprattutto un discepolo del Signore. Questa è la sua
definizione più vera e profonda. Dall'ascolto della Parola di
Dio, infatti, scaturisce l'essere e l'agire del cristiano. Nella
preghiera scopriamo di essere figli, di poter cioè dare del "tu"
a Dio ed affidarci a lui con piena fiducia. Per questo si
potrebbe dire che la preghiera è la prima e fondamentale opera
del cristiano; sia la preghiera personale, possibile ovunque, sia
la preghiera comune. Nella preghiera impariamo ad amare il
Signore, i fratelli e i poveri. L'amore, infatti, non nasce da
noi, dal nostro carattere o dalla nostra natura. L'amore è un
dono dello Spirito che viene riversato nei nostri cuori mentre ci
mettiamo con umiltà e disponibilità davanti a Dio.

lunedì 6 ottobre 2008

Incontro su Francesco - 30 Ottobre

Carissimi,

dopo il tour de force iniziale che ci ha visti coinvolti nel triduo e dintorni, vi comunico una nuova iniziativa che va ad aggiungersi agli appuntamenti di Ottobre (giovedì 30, ore 21.00, in Convento).
Si tratta di un incontro "senza rete" in cui tre personaggi noti alla città si chiedono chi sia per loro S. Francesco.
E' un'iniziativa tutta nostra, per cui bisogna (oltre a garantire la presenza) farla conoscere in giro a parenti, amici, conoscenti, ecc.
Massimo Giudici

Lunedì 6 Ottobre - Commento alla Parola

Lunedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 10,25-37

Commento Luca 10,25-37
(don Paolo Curtaz)

Al dottore della legge che vuole fare sfoggio della sua
preparazione teologica con una domanda da catechismo ("quale il
primo dei comandamenti?") e avendo ricevuto una risposta
altrettanto teorica, Gesù spiega con una parola a tinte forti,
provocatoria, su quale livello occorre mettesi per capire il
Vangelo. "Chi è il prossimo?" - chiede il dottore della legge -
domanda assurda? No, allora come oggi, gli uomini sono ben
disposti ad amare chi ti ama, ad aiutare gli amici, ignorando gli
antipatici o i rompiscatole. La terribile descrizione che la
parabola fa del sacerdote e del levita che vedono il ferito e
tirano dritti sono una chiara e inequivocabile accusa a noi,
quando, pur frequentando il tempio e servendo l'altare di Dio,
vediamo e tiriamo dritto. Invece il gesto semplice, tenero, pieno
di compassione del Samaritano, nemico storico degli ebrei,
definito "cane" dal perbenismo giudaico, è la rivelazione del
gesto d'amore. Siano benedetti, veramente, tutti quei gesti che,
compiuti nella compassione e nella solidarietà, lontani da
sdolcinate commiserazioni, diventano concreta condivisione, olio
e vino versato sulle mille ferite prodotte da questo nostro mondo
folle. Nonostante gli errori, le lentezze, le fatiche della
Chiesa, è straordinario vedere che là dove c'è sofferenza,
spesse volte c'è un cristiano disposto a farsi prossimo. Ma
niente mani al portafogli, per carità! Qui occorre mettere mano
al cuore. Un cuore cambiato dal Cristo, Lui per primo samaritano
che fascia le nostre ferite e ci riempie di consolazione. E cito,
a tal proposito, la bellissima frase che un pellegrino del
medioevo ha inciso su di una pietra al caravanserraglio tra
Gerusalemme e Gerico: "Se persino sacerdoti e leviti passano
oltre la tua angoscia, sappi che il Cristo è il buon Samaritano,
che avrà sempre compassione di te e nell'ora della tua morte ti
porterà nella locanda eterna". Allora, la lunga parabola di
Gesù, porta il nostro bravo maestro della legge (e anche noi?)
ad una sconcertante provocazione: "Non chiederti dalla tua comoda
poltrona: Chi è il mio prossimo? Chiediti, anche se ti spaventa
e ti fa più male: Di chi mi sono fatto prossimo?, a chi sono
stato vicino?".

Tu ti sei fatto prossimo ad ogni uomo e come un buon Samaritano
versi sulle piaghe ferite dell'umanità l'olio della consolazione
e il vino della speranza, Dio benedetto nei secoli!

giovedì 2 ottobre 2008

Giovedì 02 Ottobre - Commento alla Parola

Santi Angeli Custodi
Mt 18,1-5.10

Commento Es 23,20
(Eremo San Biagio)

Dalla Parola del giorno
Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino
e per farti entrare nel luogo che ho preparato.

Come vivere questa Parola?
Oggi, nella festa degli angeli custodi, i liturgisti hanno
sapientemente inserito i quattro principali brani biblici sugli
angeli custodi: Es.23,20-23, Sal.90,11-12, Sal.102,20-21 (il
canto al vangelo), Mt.18,10. Il testo più ricco a questo
proposito è senz'altro il primo. Esso contiene in sintesi tutta
la dottrina sugli angeli custodi: essi custodiscono il nostro
camminare terreno, affinché riusciamo a raggiungere la terra
promessa. Se questo è lo scopo per il quale siamo loro affidati,
la condizione per raggiungerlo è che noi ascoltiamo la loro
voce: essi infatti sono "voce", annunciatori ("anghèloi" in
greco) ed esecutori della Parola di Dio. In questo senso, il
primo angelo custode è la Parola stessa: essa è la vera
custodia nostra e degli stessi angeli, custodia dei nostri passi
e del nostro giungere al Regno. Né ciò vuole in alcun modo
mettere in dubbio la fede nell'esistenza degli Angeli custodi,
che le brume del razionalismo moderno hanno spesso offuscato. Ed
è interessante che questa festa cada solo tre giorni dopo quella
degli Arcangeli: un'opera analoga infatti è compiuta dagli uni e
dagli altri: gli Arcangeli riportano per tutti la vittoria sul
male, gli Angeli custodi accompagnano ciascuno individualmente
fin dentro la terra promessa, il Regno di Cieli. Ed è bello che
il versetto di Matteo preceda immediatamente la parabola della
pecora smarrita: agli occhi dei nostri angeli, non siamo noi la
pecora smarrita da ricondurre all'ovile?

Oggi, nella mia pausa contemplativa, ringrazierò il Signore per
il mio Angelo custode e gli chiederò in dono di imparare ad
avere negli altri lo stesso sguardo d'amore che Egli ha su di me,
di essere per gli altri quel che Egli è per me:

"Che io possa farmi "angelo" per i miei fratelli e le mie
sorelle, annunciando loro la tua Parola innanzitutto con la mia
stessa vita, custodendoli nel loro cammino verso di te, e
incoraggiandoli quando si scoraggiano, andando a riprenderli
quando si smarriscono".

La voce di un padre dei primi secoli
Il vero "angelo" è il Figlio, il Logos che era nel principio,
dal momento che è Lui che annuncia e realizza per noi la
volontà del Padre, ossia la nostra salvezza".
Gregorio di Nissa

mercoledì 1 ottobre 2008

Martedì 1 Ottobre - Commento alla Parola

Mercoledì della XXVI settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 9,57-62

Io ti seguirò dovunque tu vada.
(Monaci Benedettini Silvestrini)

Il mestiere di seguire Gesù è molto impegnativo: non consente
distrazioni; è un'occupazione a tempo pieno. Il Cristo è un
maestro diverso dagli altri: l'aderire a lui non si presenta come
un sedersi attorno ad una cattedra, ma è un camminare dietro: un
instancabile protendersi in avanti. Bisogna seguirlo e diventare
suoi discepoli con prontezza e decisività: è una via difficile,
di disagio, di povertà, di stenti, ma anche la via sicura,
quella che consente di pensare e credere di spendere la vita nel
modo migliore possibile. Non possiamo mai dimenticare chi è
colui che chiama, chi seguiamo, dove egli vuole condurci, quali
strumenti di grazia egli ci offre per renderci possibile la
sequela. I veri discepoli di Cristo ci affascinano per la loro
vita, per i loro esempi, per la loro pace profonda. Anche oggi
sono molti i chiamati, pochi coloro che hanno il coraggio di
rispondere con generosità e sollecitudine.

martedì 30 settembre 2008

Nuovo Consiglio Regionale GiFra Piemonte

Vi annuncio con gioia che la GiFra Piemonte ha un nuovo Consiglio Regionale, sono stati chiamati a questo servizio:
Presidente Antonella Pisegna (Fraternità Torino S. Antonio)
Vicepresidente Paola Bochicchio (Fraternità di Santhià)
Consigliere Francesca Ferrero (Fraternità di Novara) e Cristina Picco (Fraternità Torino S. Antonio)

Vi chiedo di pregare per loro e per il servizio che sono chiamate a compiere, in particolare per la più giovane, Francesca, perchè oggi il Signore ha chiamato a Se sua nonna.
Fritz

lunedì 29 settembre 2008

Lunedì 29 Settembre - Commento alla Parola

Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele
Gv 1,47-51

(don Paolo Curtaz)

Al nostro disincantato mondo occidentale basato sulla scienza
sperimentale manca, molto spesso, quello sguardo di stupore che
contraddistingue invece le persone semplici e i bambini. Così
questo nostro tempo seleziona le verità della fede col criterio
del "politicamente corretto" e del "credibile", buttando nella
pattumiera tutto ciò che –a parer nostro, dominatori
dell'universo – stride con il buon senso. Bene amici, se
togliete gli angeli dalla Bibbia dovrete strappare qualche
centinaio di pagine tra le più belle... Io credo agli angeli,
questi amici di Dio che vegliano su di noi e lottano per la
salvezza, mi scoccia solo – e sia detto tra noi: so che scoccia
molto anche a loro – quando diventano protagonisti di
improbabili trasmissioni televisive che raschiano il fondo del
barile mettendo insieme paranormale e angeli! Parlare di angeli
significa parlare di Dio, aprirsi alla fede nell'altrove, nel di
più significa credere che non tutta la realtà si esaurisce
sotto le nostre dita. Tra questi amici di Dio tre angeli
rivestono un luogo fondamentale: Michele Raffaele e Gabriele,
annunciatori, validi combattenti, discreti compagni di strada.
Scomodiamoli nella preghiera amici, riscoprite il cuore di
bambino sotto la scorza di uomodisincantatodelventunesimosecolo.
Vuoi sapere cosa pensa Dio di te? Chiama in soccorso Gabriele,
mille volte meglio della posta celere. Ti senti depresso e non
trovi cura al tuo malumore? E' lì per te Raffaele – medicina
di Dio – che ti guida come ha fatto discretamente con Tobia. Ti
senti travolto dalla negatività e dalla parte oscura della vita?
Michele è lì per te: carattere impetuoso e combattivo non vede
l'ora di fare a botte. Ci sono amici, ci sono, provate a
chiamarli, vedrete che vengono gente di poca fede!

Michele, Gabriele e Raffaele ci aprono ad una visione della vita
più piena, che varca le soglie del visibile; rendi il nostro
cuore puro e umile per accogliere questa straordinaria verità di
fede, Signore.

sabato 27 settembre 2008

Sabato 27 Settembre - Commento alla Parola

Sabato della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 9,43-45

Commento Luca 9,43-45
(don Paolo Curtaz)

Poveri apostoli! Capiamo il loro disagio, il loro timore di
rivolgere la parola al Signore riguardo a questo suo "essere
consegnato agli uomini". Sì, ci è incomprensibile la croce,
davvero. Anzi, ci spaventa che qualcuno scelga di amare fino a
morirne. Gesù sente che le cose stanno precipitando: non sono
bastate le sue parole su Dio, non i suoi gesti, non la sua virile
tenerezza, macché, l'uomo è scostante, incontentabile. Forse,
pensa Gesù, non c'è che un gesto: forzare la mano, lasciare che
le cose accadano, chissà che davanti all'inaudito (un Dio che
muore per amore) alla fine l'uomo si decida. Rischio immenso,
scommessa inaudita quella del Signore Gesù che sceglie il
paradosso della sconfitta come misura dell'amore. Riuscirà nel
suo intento? Se siamo qui, oggi, è proprio perché quel gesto
incomprensibile, quel donare la vita così diverso dal nostro
morboso attaccamento a noi stessi, ci ha svelato il volto di un
Dio inatteso. Dunque Dio si consegna alla nostra volontà, visto
che noi non siamo disposti a consegnarci alla sua, Dio ci lascia
fare, convinto che il nostro cuore, alla fine, pieghi le
ginocchia davanti a tanto dono. Per noi è misterioso tutto
questo, non siamo poi così certi di volere un Dio debole e
fragile, che rischia di essere spazzato via. Eppure, non è
questo il grande mistero dell'amore che si dona? La croce non è
da capire ma da accogliere e noi, come gli apostoli, siamo pieni
di meraviglia per tutte le cose che Gesù fa.

No, Signore, la tua consegna alla violenza e all'odio di noi
uomini proprio non la capiamo. Forse avremmo preferito un finale
diverso, una vendetta in grande stile, la punizione dei reprobi.
Macché, per noi è misteriosa la misura del tuo dono, e ci
riempie di meraviglia, Signore disposto a morire per amore!

venerdì 26 settembre 2008

Venerdì 26 Settembre - Commento alla Parola

Venerdì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)Lc 9,18-22
(Eremo San Biagio)
Dalla Parola del giornoAllora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”. Pietro,prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”. Egli alloraordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. “Il Figliodell’uomo – disse - deve soffrire molto, essere riprovatodagli anziani, dai sommi sacerdoti, dagli scribi, essere messo amorte e risorgere il terzo giorno”
Come vivere questa Parola?La domanda di Gesù non si è fermata nel tempo e nel luogo incui è stata pronunciata la prima volta. Percorre i secoli dellastoria e si ripropone a ciascuno di noi.In quel momento preciso, Pietro, illuminato dallo Spirito, hadato una risposta illuminante.Oggi, le nostre risposte, forse sarebbe ancora più eterogeneedi quelle dei discepoli, perché il mistero del Cristo abbracciatutte le generazioni e l’intero universo. Inoltre, qualora ciriuscisse di avvicinarci ad una conoscenza più chiara del Figliodi Dio, rimarrebbe sempre il segreto doloroso e incomprensibiledella sua passione. Una morte annunciata e tragica, difficile daaccettare per noi che, come gli uomini di tutti i tempi, siamoaffascinati da chi è vincente nella vita.Carlo Maria Martini, ultimamente, ha confessato il suo rifiutoiniziale della passione e morte di Gesù. Rifiuto che èperdurato fino a quando il cardinale stesso ha incontrato lasofferenza, il limite, il pensiero della morte incombente.Nel Vangelo di oggi, Gesù ci rivela che la strada della Croceè quella che ci può condurre meglio sulla via della conoscenzadi Lui.
Nella pausa di preghiera di questa giornata, dirò:
Rivelami, Signore, come con le tue parole e con la tua vita, conla tua morte e la tua risurrezione, tu sei lo straordinario nelquotidiano, l’onnipotente nella debolezza, il Dio con noi, ilsanto e l’unico per i secoli dei secoli.
La voce di un filosofoChe io cammini verso di te, Signore, seguendo una strada sicura,diritta, praticabile e capace di condurre alla meta, una stradache non si smarrisca fra il benessere o fra le difficoltà. Cheti renda grazie quando le cose vanno bene, e nelle avversitàconservi la pazienza, senza esaltarmi nella prosperità e senzaabbattermi nei momenti più duri.S. Tommaso d’Aquino

giovedì 25 settembre 2008

Giovedì 25 Settembre - Commento alla Parola

Giovedì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 9,7-9
Commento Luca 9,7-9
(don Paolo Curtaz)
Erode è incuriosito dal Rabbì Gesù, sente la gente che ne
parla, vorrebbe vederlo... ma il suo non è il desiderio profondo
di chi cerca la verità, il grido interiore di chi ha percorso
tutte le strade del pensiero per approdare alla fede, l'ansia
salutare che ci impedisce di essere soddisfatti di ciò che la
vita ci può donare per cercare l'altrove...
No, Erode è annoiato dal suo potere, dalla sua fama, dalla sua
ricchezza, la sua è solo la richiesta viziata di un potente, il
debole afflato mistico di un uomo che ha abbandonato da fede dei
Padri per seguire le tortuose e perverse vie del potere politico,
il leggero brivido di moda che affianca al mio delirio un
qualcosa di spirituale per sentirmi in armonia con la mia
coscienza. Sciocco e presuntuoso Erode! Quando capirai che tutto
ciò che hai è nulla e vento? Che la gloria che insegui è più
fragile di un fiore del campo?
Non è curioso? Nessuno di noi saprebbe chi è Erode il grande,
o suo figlio o Ponzio Pilato, se non fosse perché il loro nome
è finito, quasi casualmente, nel racconto delle vicende di un
oscuro falegname di Nazareth. Logica devastante di Dio: i potenti
di questo mondo vengono oscurati dal più insignificante dei
poveri in un paese occupato da una potenza mondiale. Così è,
amici, così vuole Dio, che si diverte a rovesciare i potenti dai
troni e ad innalzare gli umili, a saziare gli affamati e a
rimandare a mani vuote i ricchi. E noi, da che parte ci
schieriamo? Dalla parte di Dio o della logica di questo mondo,
sempre preoccupati di conoscere le persone giuste, ansiosi nel
ben apparire davanti ai superiori o maturi e liberi nella nostra
profezia?
Signore, liberaci dall'ansia dell'apparire, dal potere che non
diventi servizio, dall'eccesso che offende i poveri, dalla gloria
che non sia stupita riconoscenza del tuo amore per noi!
Erode è curioso, Signore, ma non è disposto a mettersi in
gioco, non ti segue, aspetta che tu venga per poi, magari,
tagliarti la testa per rivedere il seduttivo ballo di
un'adolescente. Rendici liberi dalle passioni che ci annebbiano
il cuore, salvaci dalla tentazione del potere che diventa
sopraffazione, tu che sei venuto per servire e non per essere
servito...

mercoledì 24 settembre 2008

Mercoledì 24 Settembre - Commento alla Parola

Mercoledì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 9,1-6

(mons. Vincenzo Paglia)

Gesù ha appena guarito una donna adulta ed ha ridato la vita a
una ragazza. Gesù è venuto a liberare e a guarire dal male che
vuole dominare sul mondo. Anche i discepoli sono chiamati a
questa lotta. E Gesù dona loro la sua stessa autorità e il suo
stesso potere. Scrive l'evangelista che Gesù, tra coloro che lo
seguivano, ne scelse Dodici, diede loro il potere di cacciare i
demoni e di curare le malattie e li inviò in sua vece. È la
seconda volta che l'evangelista narra la missione dei discepoli,
quasi a voler dire che l'annuncio del Vangelo non avviene una
volta per tutte, e neppure è una iniziativa autonoma e privata.
Ogni discepolo è chiamato a inserirsi nella lunga scia dei
seguaci di Gesù per combattere la stessa battaglia e per
comunicare lo stesso Vangelo. Tale missione richiede di
spogliarsi di se stessi e del proprio protagonismo per essere
servi del Vangelo. In questa pagina si respira un'ansia che porta
i discepoli a recarsi di casa in casa, di villaggio in villaggio,
di città in città: nessuno deve restare privo dell'annuncio
evangelico. Persino Erode ne è incuriosito. Verrà anche per lui
il momento dell'incontro; purtroppo chiuderà il suo cuore a
Gesù. Era sazio di sé e aspettava solo prodigi, non la
salvezza, come invece attendevano i poveri e i deboli.

venerdì 25 luglio 2008

Venerdì 25 luglio - Commento alla Parola

S. Giacomo
Mt 20,20-28

San Giacomo Apostolo
(Archivio Parrocchia)


"Hanno bevuto il calice del Signore, e sono diventati gli amici
di Dio".
E' questa la gloria dell'Apostolo, ben diversa da quella che
Giacomo sperava di raggiungere stando con Gesù. Chi vuoi stare
con lui può aspirare soltanto alla sua gloria: la gloria di colui
che è stato innalzato sulla croce e che chiama i suoi amici a
partecipare alle sue sofferenze, in una unione feconda per
molti.
Paolo lo dice esplicitamente parlando della sua missione: "Siamo
tribolati da ogni parte, sconvolti, perseguitati, colpiti... Di
modo che in noi opera la morte, in voi la vita".
San Giacomo era ambizioso, ma Gesù purificò gradatamente lui
insieme con gli altri, insegnando la via dell'umiltà, del
servizio, del dono di sé, in unione alla sua offerta, per
arrivare alla gloria vera.
Tutti i grandi santi hanno capito la necessità di questa
purificazione: sant'Ignazio, per esempio, non parla di gradi di
amore, ma di umiltà: "La prima forma di umiltà è necessaria alla
salvezza eterna e consiste nel ridimensionarmi e umiliarmi quanto
più mi è possibile per ubbidire in tutto alla legge di Dio nostro
Signore. La seconda e un umiltà più perfetta della prima e si
verifica quando mi trovo nella disposizione di non volere neppure
indinarmi a possedere la ricchezza piuttosto che la povertà,
l'onore piuttosto che il disonore. La terza umiltà è
perfettissima e si ha quando, per imitare e rassomigliare più
effettivamente a Cristo nostro Signore, desidero e scelgo la
povertà con Cristo povero piuttosto che la ricchezza, le ingiurie
con Cristo, che ne è ricolmo, piuttosto che gli onori, e
preferisco di essere stimato stupido e pazzo per Cristo, che per
primo fu ritenuto tale, anziché saggio e prudente in questo
mondo".

giovedì 17 luglio 2008

Giovedì 17 luglio - Commento alla Parola

Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 11,28-30

Il ristoro per le nostre anime
(Monaci Benedettini Silvestrini)


Fatica e oppressione ci accompagnano inevitabilmente per quel
lento ed inarrestabile accumulo di pesi che quotidianamente si
posano sulle nostre spalle e gravano sul nostro spirito. È la
fatica del nostro ritorno a Dio da cui ci eravamo allontanati, è
la fatica del deserto e degli aneliti inappagati. Soffriamo sete
e fame e l'inedia genera stanchezza. L'orientamento ci risulta
difficile e siamo soggetti a smarrimenti che rendono tortuose le
nostre strade e sempre troppo lontana la meta da raggiungere. Che
tristezza vagare senza meta, anelare ad essa e non poterla
raggiungere! La nostalgia della casa paterna mai ci abbandona, la
fame e la sete ci ricordano il cibo abbondante di cui godevamo un
tempo, ora però tutto ci risulta difficile e faticoso. Non ci
sfugge il pensiero che stiamo tutti, con pesi più o meno grandi,
scalando il nostro personale calvario. Così ci coglie e ci
descrive Cristo in questo nostro tempo e per questo ci rivolge un
fraterno invito: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e
oppressi, e io vi ristorerò". Il primo gesto che egli ci chiede è
quello di "andare" da lui; vuol dirci che egli è la "via" sicura,
l'orientamento che non sapevamo trovare da soli, l'approdo a cui
tendevamo senza poterlo raggiungere. Ritrovare la strada dopo
vari smarrimenti è sicuramente morivo di grande gioia, è il primo
ristoro di cui vuol farci godere. Accettare la guida dopo aver
vagato in solitudine smarrendoci è un segno di vera umiltà, ma
anche il presupposto per ulteriori progressi. Ci mettiamo così
alla scuola di Cristo per imparare ad essere come lui miti ed
umili di cuore. Mitezza ed umiltà sembrerebbero secondo i nostri
calcoli, limiti e non motivi di forza. In realtà sono le virtù
che fanno spazio a Dio e ci consentono di sentire dentro la
misteriosi forza, che rende leggeri i nostri pesi e soave il
giogo. Riusciamo solo così a convincerci che quanto il Signore ci
chiede e ci indica amorevolmente con i suoi precetti ci
risulteranno leggeri e soavi nella misura in cui ci siamo
convinti che sono gli strumenti indispensabili per continuare il
nostro cammino speditamente verso la meta e la via sicura per
raggiungerla. Attenzione a non preferire stoltamente i nostri
sentieri tortuosi e privarci della santa energia divina; ci
ritroveremmo fuori strada e stremati sotto i nostri pesi
diventati insopportabili.

mercoledì 16 luglio 2008

Mercoledì 16 luglio - Commento alla Parola

Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 11,25-27

Commento su Is 10,11
(Eremo San Biagio)


Dalla Parola del giorno
Può forse vantarsi la scure con chi taglia per mezzo suo o la
sega insuperbirsi contro chi la maneggia?

Come vivere questa Parola?
Con questo interrogativo la Parola di Dio getta a terra la
facile presunzione umana. Anche la mia e quella di te che stai
leggendo. Lo scrittore sacro esplicita questo presumere di sé,
questo credersi autore del bene che uno compie: "Con la forza
della mia mano ho agito, e con la mia sapienza perché sono
intelligente, ho rimosso i confini [...] ho abbattuto i re".
Davvero l'inorgoglirsi, il vantarsi per quello che di buono
riusciamo a compiere è stoltezza che rasenta la ridicolaggine. In
tutti i campi: in quello del lavoro manuale come in quello della
ricerca scientifica o di altro. Il cuore della storia con le
meraviglie che vi si compiono dagli uomini più dotati e di buon
volere è l'Amore onnipotente di Dio che rende l'uomo suo
collaboratore e di lui si serve per i suoi disegni che sono
salvezza. Questa "lettura" sapiente della realtà più profonda è
possibile però solo ai "piccoli" di cui parla Gesù nel vangelo di
oggi, lodando il Padre che a loro, solo a loro si rivela.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, entrerò concretamente nella
mia identità. Sono povero, limitato, ben lontano dall'essere
"onnipotente". Però l'onnipotenza di Dio-Amore anche di me vuol
servirsi, se mi rendo disponibile. Chiedo l'umiltà e la
semplicità del cuore. Chiedo di essere aiutato da Maria, la prima
dei "piccoli del Regno". Così potrò dire con l'audacia dei santi:
"Tutto posso in Colui che è la mia forza" e sorridere a Dio con
riconoscenza, anche per il bene che vorrà trarre dalla mia vita.

La voce del fondatore della vita monastica
Quelli che temono il Signore no si vantano della loro retta
osservanza: essi stimano che ogni bene in loro non viene da se
stessi, ma dal Signore; glorificano colui che agisce in loro,
dicendo con il profeta: "Non a noi, Signore, non a noi, ma al tuo
nome dà gloria!"

S. Benedetto

venerdì 4 luglio 2008

Venerdì 4 luglio - Commento alla Parola

Venerdì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 9,9-13

Non sono i sani ad aver bisogno del medico; voglio la misericordia e non il sacrificio
(Monaci Benedettini Silvestrini)


La precisazione di Gesù venne da una delle solite critiche dei
suoi oppositori. I farisei dicevano ai suoi discepoli: "Perché il
vostro maestro mangia con i pubblicani e i peccatori?". Fu
durante il banchetto dato da Matteo in occasione della sua
conversione e del suo seguire Gesù. Il Maestro rispose: "Non sono
i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati". E chi è che
non è peccatore, anche se non sempre ci riteniamo tali? La forza
di questa massima è liberatoria e consolante: dinanzi a Dio siamo
quelli che siamo, senza alcuna vergogna, come un bambino di
fronte alla mamma. Nel mondo questo non si può fare. Una delle
regole fondamentali della convivenza umana, in un ambito senza
fede, è salvare la faccia, costruirci delle apparenze e
difenderle a tutti i costi. Matteo era un emarginato dalla
salvezza, un discriminato sociale.Tuttavia o proprio per questo,
Cristo lo restituisce alla condizione di persona e di figlio di
Dio, dandogli fiducia con l'invito a seguirlo. Per il Signore la
purezza del cuore, non è quella legale, ma la conversione
all'amore, alla misericordia. Gesù rifacendosi alla frase di Dio
riportata dal profeta Osea: "Misericordia io voglio e non
sacrificio", conferma quanto sta facendo. Per mezzo del profeta,
Dio stesso ha affermato che egli dagli uomini non esige in primo
luogo il sacrificio, ossia il culto, bensì l'umana misericordia.
Il vero culto di Dio deve dimostrarsi in una misericordia
sensibile e fattiva. Per mezzo della misericordia divina siamo
salvati, e per mezzo della nostra misericordia Dio vuole portare
avanti la sua opera di salvezza.

giovedì 3 luglio 2008

Esercizi spirituali 2008 - S.Pietro del Gallo (CN)

Invitiamo chiunque ne avesse le possibilità a partecipare
agli Esercizi spirituali 2008 organizzati dalla Fraternità regionale Piemonte e Valle d’Aosta “Venerabile Pio Perazzo”.

Si terranno a S. Pietro del Gallo (CN) dal 19 al 21 settembre 2008.

Prenotarsi entro il 7 settembre rivolgendosi a
Gina Culasso (tel. 0175 346238)
o al nostro referente zonale Filomena Spina 339 3481295

Giovedì 3 Luglio - Commento alla Parola

S. Tommaso
Gv 20,24-29

(Eremo San Biagio)

Dalla Parola del giorno
Venne, Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse:
"Pace a voi". Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e
guarda le mie mani... e non essere più incredulo ma credente!».

Come vivere questa Parola?
Il Signore risorto è apparso ai discepoli. "Tommaso, però non
era con loro quando venne Gesù". I suoi occhi non lo hanno visto
e il suo cuore non ha gioito "al vedere il Signore". Ecco perché
l'affermazione esultante dei discepoli: "Abbiamo visto di persona
il Signore" non lo convince. Per otto giorni si macera
nell'incredulità, ma ha imparato una lezione importantissima:
nella prova, nel dubbio non bisogna fuggire. Lui lo aveva fatto
staccandosi dal gruppo. Si era isolato per un momento, ma ora non
s'allontana più, pur patendo nella morsa di una sfiducia scettica
e diffidente. Sì, continua a non capire, a non credere, ma
umilmente ora sta con gli altri, "in casa", cioè nella
familiarità dell'essere "un cuor solo e un'anima sola",
nonostante tutto. E nel chiuso di questo dissidio interiore
pregno di testardaggine e sgomento, ancora una volta Gesù si apre
un varco ed entra a porte chiuse, facendo breccia sulla
caparbietà dell'uomo di ogni tempo. A Tommaso dice: "stendi la
tua mano, e mettila nel mio costato". Un invito che placa il
respiro affannoso della ricerca e che offre il perdono alla
diffidenza. Per cui anche noi con Tommaso possiamo sussurrare a
fior di labbra: "Mio Signore e mio Dio!", percependo in cuore la
pace vera che scaturisce dall'incontro con Cristo, dalle cui
ferite gloriose ognuno può rinascere a vita nuova.
Scrive il card. Martini commentando la vicenda dell'apostolo
Tommaso: «Non è facile vedere i segni della presenza di Dio nel
mondo: alcuni li vedono prima..., ma ci sono anche gli scettici,
che arrivano ultimi, ma che pure possono anch'essi arrivare.
Nessuno è escluso, purché si abbia una serietà e una buona
volontà di fondo». Ecco il punto: desiderare ardentemente e con
tenacia volere incontrare il Signore esercitandosi a riconoscere
i segni e i luoghi della Sua presenza.

Nel mio rientro al cuore, oggi, cercherò di focalizzare i segni
della presenza di Dio nella mia vita e i luoghi privilegiati in
cui Egli si manifesta. Questa la mia preghiera:

Signore Gesù, Primizia dei Risorti, mostrami le tue ferite
gloriose perché il cuore non fugga smarrito nei meandri della
desolazione; accogli l'incredulità della mia mente tormentata
dalla diffidenza; sposa, o Misericordioso, l'impulsività
passionale del mio amore ancora troppo impastato di terra ed
elevami a Te perché possa entrare con Te nella quiete di un amore
purissimo.

La voce di un monaco del Medio Evo
L'abisso inferiore e oscuro chiama l'Abisso superiore, chiama Te
che sorpassi ogni intelligenza...Creatore Santo, l'anima mia è
informe e deserta e le tenebre ricoprono l'abisso. Dì che la luce
sia, e la luce sarà... Illumina, Signore, le mie tenebre, dì
all'anima mia: "Sia la luce!", e la luce sarà.
Guigo II Certosino

mercoledì 2 luglio 2008

Oggi 2 Luglio ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 2 luglio, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

l'Onomastico di GRAZIA del gruppo dei Novizi e MARIA GRAZIA, ex-ministra della nostra fraternità prima di Massimo, Ornella e Corrado.
In realtà, liturgicamente questo onomastico cadrebbe il 31 maggio, infatti il nuovo calendario liturgico ha spostato a quella data la festa della Visitazione della Vergine (o Madonna delle Grazie) come coronamento del mese mariano ed anche in ossequio ad una maggiore aderenza al racconto evangelico che pone questo episodio tra l'Annunciazione (25 maggio) e la nascita di Giovanni Battista (24 giugno). E pensare che i frati minori celebravano questa festa il 2 luglio sin dal 1263!
Grazia deriva dal latino "Gratia" e significa "leggiadra".


Auguri!!!

Marco V.

martedì 1 luglio 2008

Oggi 1 Luglio ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 1° luglio, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

l'Onomastico di ESTER, di Cristina&Corrado.
Ester, eroina biblica e moglie esemplare, come racconta il libro dell'Antico Testamento a lei intitolato, salvò il popolo ebraico dallo sterminio, intercedendo presso il marito, re Serse I (nel racconto biblico chiamato Assuero). Storicamente siamo nel periodo successivo alla deportazione del 597 a.C.
Per il Copti la memoria di Ester "Regina dei persiani" (posta al 20 dicembre) é festa e anche la Chiesa greca la commemora.
Ester deriva dal persiano e significa "Stella".


Auguri!!!

Marco V.

Martedì 1 Luglio - Commento alla Parola

Martedì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,23-27

La palestra della naturalità
(don Luciano Sanvito)


Ci è sfuggito il rapporto naturale con le cose e con le persone,
a partire da noi stessi: ci lasciamo appunto prendere dalle
nostre paure e dai nostri istinti del momento, poi ci lasciamo
invadere dalla psicosi del rapporto con l'altro, e infine con la
stessa natura non sappiamo più convivere, appena ci sentiamo da
essa disturbati nel nostro quieto vivere.

Siamo richiamati oggi a riappropriarci della fede in noi stessi,
nell'altro e e nella natura, che anche quando appare furiosa e
contraria ai nostri modi di procedere, ci indica e ci insegna
l'esercizio della fede in essa.
Dobbiamo imparare ad esercitarci alla contrarietà delle cose e
delle persone, e imparare così a equilibrare, in questa palestra
della vita quotidiana, i nostri atteggiamenti, affinché volgano
noi stessi e gli altri alla ricerca della serenità, della pace
interiore e anche esteriore.
Già: la pace anche esteriore, spesso fraintesa come assenza di
guerra, è invece il giusto rapporto equilibrato da assumere e da
tenere di fronte all'avvento degli eventi naturali, che sono
sempre naturali, anche quando noi li consideriamo fuori luogo o
esagerati.

Siamo come i bambini che vogliono dormire con la luce accesa, ma
dobbiamo imparare che naturale per il dormire è il buio; vogliamo
sempre essere difesi, ma la naturale esposizione della nostra
persona è la realtà che la vita ci chiede per essere veri.

Val più una tempesta fuori o dentro di noi?
Quale è la più ruinosa? Quale la più naturale?
Non forse quella esteriore, che se non sappiamo accogliere nella
condivisione diventa provocante e generante di quella
dell'anima?

La palestra della naturalità del rapporto con le cose, le
persone e con noi stessi ci invita, per poter imparare ad
obbedire a tutte quelle forze dirompenti che, se affrontate con
fede, si tramutano nella nostra gioia.

Questione unitaria dell'OFS

Per chi ha seguito le vicissitudini giuridici della fusione dell'OFS delle varie obbedienze, segnalo questo importante aggiornamento dal sito dell'OFS italiano

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata chiarisce definitivamente la questione unitaria dell'OFS d'Italia
La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, con documento Prot. n. 43297/98 dato in Città del Vaticano il 18 Giugno 2008, ha dato risposta alla richiesta avanzatale nei mesi scorsi dal Ministro Nazionale Giuseppe Failla che, su richiesta dell'assemblea Capitolare del maggio 2007, aveva chiesto un chiairmento definitivo sulla questione unitaria, che ponesse fine alle numerose difficoltà e sofferenze che il cammino unitario stava provocando a molte Fraternità e fratelli e sorelle dell'OFS d'Italia. Il prezioso documento, sancisce definitivamente la posizione della Santa Sede sulla vicenda: "...riaffermiamo nuovamente che tutte le Fraternità locali e i relativi membri che non abbiano ancora aderito all'unico OFS eretto dalla Sede Apostolica devono confluire in esso, con spirito di amore fraterno e di vera comunione, senza più frapporre ostacoli e resistenze". Al documento, è allegata la decisione del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica del 9 maggio scorso, "che ha definitivamente rifiutato, senza possibilità di appello, la celebrazione del Capitolo elettivo, che implicitamente poteva essere intesa come il riconoscimento di una Fraternità nazionale dell'Ordine Francescano Secolare Minori d'Italia". Il documento si conclude con questo saluto: "San Francesco d'Assisi guidi il cammino dell'OFS italiano verso traguardi di una sempre più appassionata e gioiosa fedeltà al Vangelo, "regola e vita" di ogni autentico francescano. Questo auspicio si fa particolarmente vivo nell'occasione del trentesimo anniversario della nuova Regola dell'OFS (24 Giugno 1978)". FAI CLICK QUI PER ANDARE ALLA PAGINA DELLO SPECIALE E SCARICARE I TESTI DELLA LETTERA DELLA CONGREGAZIONE E DELLA CIRCOLARE DEL MINISTRO NAZIONALE

Massimo Giudici

Lunedì 30 Giugno - Commento alla Parola

Lunedì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,18-22

Commento su Am 2,8
(Eremo San Biagio)


Dalla Parola del giorno
"Su vesti prese a pegno si stendono presso ogni altare e bevono
il vino confiscato come ammenda nella casa del loro Dio"

Come vivere questa parola?
Il profeta Amos non è tenero con chi pratica una religione vana
e deviante perché non strettamente connessa alla giustizia e al
rispetto per tutti. Qui si riferisce ai pasti sacri che
concludevano certi riti sacrificali. Con la forza di una fede
autentica esprime la sua indignazione nei confronti di chi osava
sfoggiare, in queste funzioni religiose, i beni confiscati ai
poveri. In questo caso si tratta di vesti e di vino tolti con
angherie alla gente che aveva solo quel poco per vivere.
L'impudenza poi è l'ardire di esprimere culto a Dio attraverso
questo scempio. No, Dio non può gradire il culto, una parvenza di
lode e adorazione dal cuore marcio per sopruso verso il prossimo.
Il Signore, già nella legge di Mosè, s'era fatto premura
d'inculcare un profondo rispetto per tutti, anche per gli
appartenenti al ceto sociale più basso. La prescrizione era
chiara: "Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non
entrerai in casa sua per prendere il suo pegno. Te ne starai
fuori. E l'uomo a cui avrai fatto il prestito, ti porterà fuori
il pegno". E aggiunge: "Se quell'uomo è povero non andrai a
dormire col suo pegno. Dovrai assolutamente restituirlo al
tramonto del sole, perché egli possa dormire col suo mantello e
benedirti" (Dt 24,10-13) È il caso di riflettere su questa
volontà di Dio tanto esplicita e tanto dimenticata nel corso
degli anni! Quando il salmista invita a levare al cielo mani
pure, allude certamente a questa necessità di coniugare il
proprio culto a Dio con la giustizia e la misericordia. Ed è
sempre salutare fare memoria di quello che, in regime di Nuovo
Testamento, S.Paolo afferma: "Coloro che vogliono arricchire
cadono nella tentazione, nel laccio di molte bramosie insensate e
funeste che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione.
L'attaccamento al denaro, infatti, è radice di tutti i mali" (1
Tm 6,9-10).

Oggi, a questo rifletterò, nel mio rientro al cuore. E chiederò
allo Spirito Santo che mi faccia luce sul rapporto strettissimo
tra la mia preghiera, la mia partecipazione all'Eucaristia e il
modo di relazionarmi al prossimo. Ne sono sempre più consapevole?
Come tratto chi mi vive accanto e come tratto il debole, il
povero, l'indigente?

Signore, liberami dalla bramosia di arricchirmi e di possedere
tanti beni. O UNICO VERO BENE del mio esistere, fammi capace di
percepire la preziosità di ogni persona, di trattare tutti con
profondo rispetto e con liberalità di cuore.

La voce di un Padre della Chiesa
Cerchi danaro e guadagno dal povero? Se avesse potuto renderti
più ricco, avrebbe forse battuto alla tua porta? E' venuto per
trovare aiuto, ha trovato un nemico. Ha cercato un rimedio, ha
incappato nel veleno. Sarebbe stato tuo dovere alleviare la
miseria di quell'uomo, e tu invece ne aumenti l'indigenza,
cercando di ricavare tutto il possibile dalla miseria. Non sai
che rendi tanto maggiore la massa dei tuoi peccati, quanto più
pensi di aumentare la tua ricchezza per mezzo dell'usuraio.
Basilio il Grande

Oggi 29 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno del nostro fratello COSTANZO, marito di Lucia. e di FRANCESCO, il maggiore (e l'unico maschio) della numerosa prole di Cristina&Corrado.
Inoltre, abbiamo una caterva di Onomastici da ricordare. In ordine sparso: la nostra consigliera regionale (e mille altre cose) PAOLA, la nostra sorella e moglie ministeriale PAOLA, la signora PAOLA Dato, la sorella di Gianni PAOLA, PAOLO Leonardi, PIERO della Rosella, PIERO Pollo, P. PIETRO e P.PAOLANGELO da poco arrivato a S.Nazzaro.
Di S.Pietro e S.Paolo non c'é nulla da dire che già non si sappia. Ricordo solo una curiosità: S.Paolo é patrono, tra gli altri, di Vescovi e missionari, S.Pietro lo é dei Papi e dei pescatori.
Questi due nomi derivano entrambi dal latino coi seguenti significati: Paolo di "piccolo di statura" e Pietro di "pietra, sasso squadrato".


Auguri!!!

Marco V.

Prove di canto

Ciao a tutti...

dopo la verifica sulla venerazione della croce,

si è deciso di ritrovarsi a cantare MERCOLEDI' prossimo alle 21.00 (cioè dopo la pallavolo....) in convento...
chi vuole partecipare, si consideri invitato...
pace e bene

i cantori/suonatori...

Oggi 28 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 28 giugno, memoria di S.Ireneo (Vescovo e martire), ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno di CRISTINA della Gifra.


Auguri!!!

Marco V.

Sabato 28 giugno - Commento alla Parola

Sabato della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,5-17

Commento su Lam 2,12
(Eremo San Biagio)


Dalla Parola del giorno
Alle loro madri dicevano: Dov'è il grano e il vino? Intanto
venivano meno come feriti nelle piazze della città; esalavano il
respiro in grembo alle loro madri.

Come vivere questa parola?
Israele sta vivendo uno dei momenti più terribili della sua
storia. Il re di Babilonia, Nabucodonosor, ha assediato
Gerusalemme e, vittorioso, ha deportato gran parte dei suoi
abitanti. Chi rimane vive allo sbando, miseramente. L'autore del
libro delle Lamentazioni esprime tutto questo nella forma
letteraria del lamento funebre. E la morte, infatti, domina per
le strade: una morte che l'autore sacro "legge" come frutto
dell'aver abbandonato Dio da parte del popolo, per l'ennesima
volta infedele al Dio fedele. Ciò che di attuale ritroviamo in
queste parole sacre è proprio questo. Anche oggi l'umanità,
dimentica del Signore, è come attraversata dalla morte. Gran
parte di essa vive il dramma della fame anche materiale a causa
di una cattiva distribuzione dei beni. Ma un'altra parte vive la
tragedia del non-senso. "Dov'è il grano e il vino"? La domanda ha
valore esistenziale. È come se l'uomo d'oggi, il giovane
soprattutto, gridasse a chi l'ha messo al mondo: Qual è il
nutrimento della mia fame vera, che è fame di giustizia, di
verità, di bontà, di amore, di quelle cose che, in concreto, sono
le uniche a contare? Ma il guaio è che mancano le guide, mancano
i testimoni, manca chi, fuori da "pancottaglie" di una
religiosità senza radici di vera fede, viva e doni le risposte,
l'orientamento che salva.

Oggi, nella mi pausa contemplativa, pur senza deprimermi, darò
uno sguardo all'orizzonte storico in cui vivo. Ascolterò in cuore
il grido soprattutto dei giovani che invocano il vero nutrimento
spirituale anche dentro i loro sbandamenti e mi chiederò se il
cibo e la bevanda di verità che io possiedo sono in grado di
darla agli altri.

Signore Gesù, hai detto che chi mangia il tuo Pane ha fin d'ora
la vita eterna. Dammi d'interiorizzare il Pane della Parola e
dell'Eucaristia, perché la tua vita sia rigogliosa in me e
diventi testimonianza per gli altri.

La voce di una convertita
Se alcuni uomini dicono: «Dio è morto», nella mia città e in
altre città, se dei cristiani ne sono stati responsabili,
consapevolmente o no, poiché sono io che vivo oggi, sono io ad
esserne responsabile: i cristiani di tutti i tempi sono una cosa
sola e io non sono la sola cristiana a vivere. Gli altri e io che
faremo?
Madeleine Delbrêl

Venerdì 27 Giugno - Commento alla Parola

Venerdì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,1-4

(mons. Vincenzo Paglia)

Gesù ha parlato sul monte, davanti a una grande folla. E' stato
un discorso lungo, iniziato capovolgendo regole e consuetudini.
Ha chiamato beati i poveri, gli afflitti, i miti e quelli che
hanno fame e sete di giustizia. Ora scende dalla montagna e
continua a guardare con commozione e simpatia la gente che gli si
stringe attorno come alla ricerca di un pastore. Ecco venire un
lebbroso che gli si inginocchia davanti. E' un incontro
imprevisto, di quelli per cui spesso proviamo fastidio perché
disturba i nostri piani. Gesù ci insegna a essere compagni di
strada di tutti, a non guardare con diffidenza nessuno dei tanti
compagni di viaggio che si avvicinano a noi anche non invitati
(pensiamo a tanti stranieri!) Quel lebbroso è un uomo disprezzato
che nessuno ha potuto (o voluto) aiutare. Costui prega,
confessando la sua lebbra ma, assieme, anche la sua fede:
"Signore, se vuoi tu puoi sanarmi". Gesù, che più tardi dirà:
"Bussate e vi sarà aperto", subito apre la porta della sua
misericordia, tocca con la mano il lebbroso e gli parla. E la
lebbra scompare. Gesù non ha timore di fermarsi di fronte a quel
malato. Se ne prende cura, lo tocca e gli dice parole di affetto.
Così lo guarisce. Gesù mostra ai discepoli di ogni tempo come
stare accanto a chi ha bisogno. E afferma chiaramente qual è la
volontà di Dio: "Lo voglio, sii guarito". Questa dev'essere anche
la volontà dei discepoli e di ogni comunità cristiana.

giovedì 26 giugno 2008

Oggi 26 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 26 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno di GIUDITTA di Nicoletta&Augusto.


Auguri!!!

Marco V.

Giovedì 26 Giugno - Commento alla Parola

Giovedì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 7,21-29

(Eremo San Biagio)

Dalla Parola del giorno
Chiunque ascolta queste parole e le mette in pratica è simile a
un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.

Come vivere questa Parola?
L'esortazione è chiara: non basta ascoltare, occorre mettere in
pratica. Così come non basta dire: "Signore, Signore", ma occorre
fare la sua volontà. Orecchie e bocca non bastano: servono anche
mani e piedi. Del resto ciò è ovvio: se infatti l'unico
comandamento è amare, l'amore in fondo è un servire umilissimo e
concretissimo il prossimo, è un lavare i piedi. Gesù aggiunge poi
che solo chi mette in pratica le sue parole costruisce la sua
casa sulla roccia: come a dire, solo l'amore conta e resta. Anche
questo in verità è, dopo tutto, evidente: chi infatti non vede
che solo una vita costruita sull'amore dà gioia e pace? E chi, al
contrario, non si accorge che una vita costruita anzitutto sui
soldi, sul successo, o su qualunque altra cosa che non sia amore,
alla fine delude e frana su se stessa? Ma ancora una volta: chi
sa costruire davvero la propria vita sull'amore? Chi è esente da
traviamenti e cadute? Non a caso il salmista invoca: "Salvaci e
perdona i nostri peccati per amore del tuo nome" (Sl 78,9). La
roccia non siamo noi, ma è Lui: non la nostra capacità d'amare,
sempre limitata, ma la sua fedeltà incondizionata! Perciò non chi
dice: "Signore, Signore" entrerà nel Regno dei cieli, ma, si può
aggiungere, chi prega dicendo: "O Dio abbi pietà di me peccatore"
(cf Lc 18,13).

Solo con questa consapevolezza e umiltà, chiederò al Signore di
realizzare anche l'esortazione di Giacomo: "Siate di quelli che
mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori" (Gc
1,22).

La voce di un uomo di lettere e di fede
Arricchisci il prossimo con la tua povertà. Ti accorgerai che la
gioia diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai
regalata agli altri.
A. Manzoni

mercoledì 25 giugno 2008

Oggi 24 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 24 giugno, solennità della nascita San Giovanni Battista, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno di AMODIO, che fa parte del gruppo dei Novizi.

Inoltre, é anche l'Onomastico del nostro tesoriere GIANNI e dello stesso AMODIO, che così oggi fa la doppietta.
S. Giovanni Battista, precursore del Signore, non ha certo bisogno di presentazioni. Faccio solo notare che é l'unico Santo, oltre naturalmente alla Vergine Maria, di cui si festeggia sia la nascita al cielo che quella nella carne. La data della sua nascita é stata posta 3 mesi dopo l'Annunciazione e 6 mesi prima del Natale di Nostro Signore come riporta il Vangelo di S. Luca.
S. Giovanni é patrono dei monaci. Giovanni deriva dall'ebraico "Johaman" e significa "Dono di Dio" .

Auguri!!!

Marco V.

Oggi 23 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 23 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno di GRETA, figlia del nostro tesoriere Gianni.


Auguri!!!

Marco V.

Oggi 25 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 25 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

l'Onomastico di FRA GUGLIELMO.
S. Guglielmo di Montevergine, abate vissuto a cavallo del 1.100, da nobile che era si fece monaco. Recandosi in pellegrinaggio dalla natia Vercelli verso la Palestina, si fermò in Irpinia dove fondò la Congegazione Benedettina di Montevergine. Successivamente fondò altri monasteri.
Guglielmo deriva dal tedesco e significa "la volontà lo protegge".


Auguri!!!

Marco V.

sabato 21 giugno 2008

Oggi 21 giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 21 giugno, memoria di S.Luigi Gonzaga, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il Compleanno di DAVIDE, compagno di cammino di noi Novizi nel periodo del probandato e tutt'ora unito alla nostra fraternità ed al Convento.

...inoltre, come dimenticare che oggi é anche

l'Onomastico del sempre caro FRA LUIGI???

Auguri!!!!

Marco V.

venerdì 20 giugno 2008

Oggi 20 Giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 20 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

l'Onomastico di ETTORE, Maestro della formazione nel precedente consiglio e Direttore della nostra rivista nazionale "Francesco il Volto Secolare".
Di S.Ettore si sa veramente poco se non che fu martirizzato in Grecia durante la solita persecuzione scatenata da Diocleziano.
Ettore deriva dal greco Hektor e significa "che tiene saldo, tenace, sostenitore (reggitore) del popolo".

Auguri!!!

Marco V.

mercoledì 18 giugno 2008

Oggi 18 giugno ...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 18 giugno ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:
l'Onomastico di MARINA, secondogenita di Grazia.
S.Marina, vissuta in Libano nel V secolo, ha una storia incredibile. Infatti, sconvolta dal dolore per la scomparsa del padre, decise di farsi monaco, entrando in monastero col nome di Marino (!). Il travestimento fu così convincente che, ovviamente a torto, Marino fu accusato in seguito di avere messo incinta la figlia del locandiere. Allontanato dal monastero, Marino accudì con cura e dedizione il bambino frutto dello scandalo. Solo alla sua morte, avvenuta anni dopo, inevitabilmente si scoprì che, in realtà, Marino era una Marina e quindi di quale calunnia fosse stata oggetto.
Marino, da cui Marina, significa "uomo del mare"
Auguri!!!!
Marco V.

martedì 17 giugno 2008

Oggi 17 giugno ...


Care sorelle e cari fratelli,
oggi 17 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

l'Onomastico di FRA MARCIANO, per tantissimi anni missionario in Africa ed ora residente presso il Convento di S.Nazzaro.
S. Marciano era un soldato romano, di origini egiziane, che fu martirizzato nel 303 nell'odierna Bulgaria, durante la persecuzione di Diocleziano, assieme al fratello Nicandro (anch'egli soldato), per avere rifiutato di sacrificare agli dei pagani.
Marciano deriva dal latino e, come Marcello e Marco, significa "sacro a Marte".


Auguri!!!

Marco V.

lunedì 16 giugno 2008

Oggi 16 giugno...

Care sorelle e cari fratelli,
oggi 16 giugno, ricordiamo particolarmente nella preghiera e festeggiamo:

il compleanno della vivacissima ESTER di Corrado&Cristina.


Auguri!!!

Marco V.

Domenica 22 giugno - verifica

Cari fratelli e sorelle,
come nostra abitudine, dedicheremo la giornata di verifica del 22 a fare il punto sul nostro cammino fraterno prima di cominciare a progettare il percorso per l'anno a venire.

Lo schema della giornata prevede due momenti di riflessione.
Quello del mattino ha natura più personale ed intende stimolare un confronto e condivisione su quanto stiamo vivendo.

Per preparare questo momento vi sottoponiamo tre gruppi di domande:

1) In quest'anno, cosa ho dato di me alla fraternità? Mi sono sentito più coinvolto o è prevalso un senso di maggiore distacco? In tal caso, perché?
2) Cosa ha lasciato o cambiato in me il percorso formativo di quest'anno? Quanto mi è stato utile per proseguire il mio cammino di conversione permanente?
3) Cosa mi aspettavo e mi aspetto dall'azione del Consiglio?

Nella riflessione del pomeriggio, invece, ci caleremo più nel concreto, confrontandoci su giudizi e proposte riguardo ai vari ambiti della vita fraterna (preghiera, formazione, servizio, ecc.- alla luce delle relazioni delle Commissioni) e al nostro rapporto con il mondo esterno.
Anche su questi temi saranno fondamentali le considerazioni e le proposte di ognuno.

Appuntamento a Domenica 22, ore 9.00, per incominiciare puntuali alle 9.15 con le lodi in cappellina
Ciao a tutti!

Massimo Giudici

sabato 26 aprile 2008

Calendario Maggio 2008

Carissimi,

ecco il calendario con gli appuntamenti per il mese di Maggio...

Pace e bene
Massimo

mercoledì 16 aprile 2008

5 per mille

Forse siamo un po’ ai limiti nel tempo, comunque segnalo i numeri di codice fiscale di tre associazioni che, per la nostra fraternità, risultano essere molto significative…

· Associazione “Il solco – onlus” (che, lo sappiamo bene, gestisce e “anima” le due case di accoglienza novaresi per donne, la Casa di Prima Accoglienza e per uomini, Casa Speranza): 94006780038

· Associazione “La Nuova Gerusalemme – onlus” (che riguarda la casa di accoglienza delle sfrange nebbiunesi): 01796320032

· Associazione “Attività dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia – onlus” (che, oltre a dare copertura “giuridica” al progetto presentato dalla nostra fraternità e cioè la casa di semi – autonomia di via crespi, sostiene nella progettualità e, talvolta, anche economicamente alcuni progetti nazionali dell’OFS, tra cui il Ce.Mi.O.F.S.): 97311130153

ho pensato di proporre queste tre possibilità di destinazione del 5 x mille perché mi sembrano le realtà con cui la nostra fraternità è maggiormente coinvolta… chiedo ad angelo e roberta di ricontrollare bene i numeri di codice fiscale che ho suggerito… non vorrei aver fatto errori…

ciao a tutti,

Paola

venerdì 4 aprile 2008

Proposte di pellegrinaggio

Marco e Ettore ci segnalano due iniziative di pellegrinaggi organizzati da frati e OFS:

per il primo pellegrinaggio in terra santa trovate qui tutte le informazioni

per il secondo, in Turchia, sulle orme di S.Paolo, fare riferimento alla rivista nazionale.

domenica 30 marzo 2008

Funerali della mamma della Patrizia

I funerali della mamma della Patrizia Cerfoglia, venuta a mancare in questi giorni dopo una lunga malattia, si terrano alle ore 10 di lunedì 31 marzo presso il Santuario del Sacro Monte di Varese.

Sentiamoci tutti vicini alla famiglia di Patrizia, uniti nella preghiera.

lunedì 24 marzo 2008

Festa della Famiglia - 2008 - 13 Aprile

Vi segnaliamo che il 13 aprile 2008, presso l'Istituto Santa Maria di Verbania,
ci ritroveremo per passare insieme una giornata di festa e riflessione con le
famiglie della Diocesi.

Tutti i dettagli sono disponibili sul sito UfficioFamigliaNovara.blogspot.com

Per ulteriori informazioni telefonare a Costanzo e Lucia oppure scrivere a costanzo@hal9000.it

Un abbraccio
Costanzo e Lucia

giovedì 20 marzo 2008

Incontro di informazione sulle elezioni politiche - nota del Ministro ( OFS naturalmente)

Carissimi/e,

ringrazio Ettore e Augusto perché si mettono a nostra disposizione per aiutarci a capire qualcosa di più di ciò che accade nel mondo politico italiano.

Voglio confermare che il consiglio non solo è al corrente, ma approva questa iniziativa nata dall'esigenza manifestata da numerosi fratelli.
Credo sia superfluo ribadire che non si tratta di propaganda politica, ma di soddisfare un'esigenza di chiarezza che spesso non trova risposta nei canali di informazione tradizionali.

A differenza di altri movimenti cristiani, l'Ordine Francescano Secolare non si schiera dall'una o dall'altra parte ma lascia - come dice la Chiesa - che siano i singoli cattolici a fare le loro scelte, dopo aver attentamente ponderato la conformità dei programmi ai valori fondamentali del cristianesimo.
Questa valutazione non è facile, perché ci mancano molti elementi per comprendere nella pienezza alcune proposte. Inoltre, i programmi politici per loro natura devono cercare una mediazione, un compromesso: la legge dello Stato, di uno stato non confessionale, deve tutelare i diritti di tutti. La visione cristiana di ciò che è bene per l'uomo non sempre può essere condivisa da chi non è credente, ma la scelta di Cristo non è quella di imporre i propri valori: la Pasqua imminente ci insegna che il Suo disegno è quello di fare crescere l'uomo gradualmente, "andandogli incontro non appena lo vede dalla terrazza".

Ben venga, quindi, qualunque occasione di approfondimento, conoscenza e confronto. Qualunque sia la nostra idea, la nostra Regola ci impone il dovere di informarci ed interessarci anche degli aspetti politici della vita sociale, in modo da poter essere presenti - chi più direttamente, chi meno - anche con "scelte di vita coraggiose".

Ciao a tutti

Massimo Giudici

mercoledì 19 marzo 2008

Incontro di informazione e confronto in vista delle prossime elezioni

Carissimi,

con alcuni fratelli e sorelle della Fraternità ci è capitato nei giorni scorsi di scambiare alcune idee in vista delle ormai imminenti elezioni politiche.
Al di là delle opinioni di ciascuno, una cosa ci è parsa chiara: che l’evento non ci può rimanere totalmente estraneo.
Questa riflessione, accanto agli interrogativi specifici che qualcuno ha sollevato, soprattutto intorno al rapporto tra cattolici e politica, ci hanno indotto a pensare di offrire a chiunque lo desideri, un momento di confronto e di informazione.
Abbiamo chiesto ad Augusto di dedicarci una serata per approfondire meglio questo tema, ritrovandoci insieme a parlarne in modo semplice.

Ci diamo appuntamento mercoledì 26 marzo alle 21 in convento.

L’appuntamento ha carattere di proposta, non si tratta di un momento “ufficiale” della fraternità, anche se il consiglio ne è informato.
Mi sento comunque di invitarvi caldamente tutti: sarà una occasione di confronto su un tipico tema della vita di noi laici, e un modo per mettere in comune le esperienze che ciascuno vive, chi (come Augusto o il sottoscritto) con un impegno più diretto, chi da semplice osservatore.

Vi aspettiamo.

Ettore e altri….

lunedì 17 marzo 2008

Forum per i ragazzi www.dammiuncinque.it

Per condividere un pò cosa "bolle in pentola" nella nostra cara Diocesi, vi segnalo che è stato lanciato ufficialmente alla Veglia delle Palme un forum per tutti i ragazzi:
www.dammiuncinque.it

Creato come spazio per dialogare e per raggiungere anche i lontani, attraverso la rete. Alcuni GiFrini si sono già abilmente infiltrati.
Pace e bene.

Davide

Settimana Santa

Pace e bene a tutti!

Vi ricordiamo gli appuntamenti di preghiera in convento per questa settimana santa:

giovedì 20 marzo
ore 7 ufficio e lodi
ore 18 s. messa in coena domini
ore 21-24 adorazione eucaristica

venerdì 21 marzo
ore 7 ufficio e lodi
ore 18 celebrazione della Passione del Signore
ore 21 venerazione della croce

sabato 22 marzo

ore 7 ufficio e lodi
ore 21.30 solenne veglia pasquale

domenica 23 marzo
orari normali delle messe domenicali

lunedì 24 marzo
ore 10.30 s. messa al cimitero
ore 18.30 s. messa in convento

NOTE:

· nella messa in Coena Domini sarebbe possibile fare la lavanda dei piedi. P. Roberto ci chiedeva se ci sono almeno 6 uomini volontari fra di noi. Ad un primo giro di telefonate sappiamo che tanti di noi sono ancora al lavoro o vanno nella proprie parrocchie. Dal momento che non riusciamo a contattare tutti via telefono vi segnaliamo la notizia con questi mezzi. Se qualcuno può esserci lo faccia sapere a Miriam (347.9798858 – 0321 459117)

· per la venerazione della croce: si cercano persone “di buona volontà” che vengano alle ore 20 in convento per sistemare i tappeti e i lumini prima della venerazione della croce. Chi si può rendere disponibile lo faccia sapere a Miriam (347.9798858 – 0321 459117)

martedì 11 marzo 2008

Appuntamenti imminenti

Carissimi,

vi ricordo alcuni appuntamenti imminenti e vi segnalo alcune rettifiche al calendario

Domenica 16 alle 16.30 si celebrerà la Messa delle Palme.

A seguire, alle 17.30 RIUNIONE PER ZORNASCO, per una riflessione non solo a carattere organizzativo su questo importante momento fraterno

La Messa in Coena Domini e la celebrazione della passione inizieranno alle 18.00 e non alle 18.30, come segnalato in un primo momento.

E' scontato l'invito a tutti i fratelli che non siano coinvolti nelle celebrazioni pasquali presso la propria parrocchia a prendere parte alle celebrazioni in convento, a partire dalla Messa delle Palme

A presto

Massimo Giudici

giovedì 6 marzo 2008

Lutto in convento

Vi informo che è deceduto il sig. Claudio, già sacrestano al S. Cuore, che abbiamo spesso incontrato in Convento dove ormai viveva al servizio dei frati.

Il funerale è domani alle 15.00, penso in Convento.

Massimo Giudici

lunedì 3 marzo 2008

Incontro SAE - Giovedì 6 marzo

Il S.A.E., segretariato attività ecumeniche, gruppo di Novara
organizza un incontro di preghiera sul tema "La Sapienza di Dio ci dà una nuova comprensione.".
L'appuntamento è per giovedì 6 marzo alle ore 21,00 presso la Chiesa Evangelica, Via Scavini 2/a a Novara.
Parteciperà anche la Pastora Birgit Wolter.

sabato 1 marzo 2008

Pellegrinaggio - Assisi - Gubbio

Carissimi fratelli e sorelle,
come alcuni di voi già sanno, è stata lanciata la proposta di fare un pellegrinaggio fraterno sulle orme di Francesco, percorrendo a piedi un itinerario da Assisi a Gubbio per sentieri e strade secondarie.
Si tratta di un percorso di circa 50 km da percorrere in 5 giorni, pernottando nelle località di arrivo delle 5 tappe con un supporto logistico di auto al seguito.
Il periodo proposto (suscettibile di discussione) è l'ultima quindicina di agosto (per consentire la partecipazione a quanti più fratelli è possibile)
L'ideatrice del progetto è Fiorella (fiorella.rozzarin@libero.it) che però avrebbe bisogno di collaborazione per definire meglio il progetto, eventualmente effettuando un sopralluogo in loco. I membri del Consiglio, loro malgrado, al momento dubitano di poter prendere parte al pellegrinaggio, per ragioni di carattere prevalentemente familiare, per cui occorre trovare qualcuno che si aggiunga a Fiorella per l'organizzazione. Potete contattare direttamente lei o sfruttarmi come intermediario.

Sarebbe molto utile, inoltre, che chi pensa di poter partecipare ce lo segnali, indicando anche se ritiene il periodo adeguato o se pensa di poterne suggerire uno diverso. E' importante, infatti, cercare di evitare sovrapposizioni con la vacanza fraterna di Zornasco.

Aspettiamo le vostre segnalazioni

giovedì 14 febbraio 2008

Fonti formative e informative

Carissimi fratelli,
siamo spesso alla ricerca di fonti formative ed informative per alimentare la nostra spiritualità ed il nostro carisma e, a volte, non ci accorgiamo di averli già a portata di mano.
Il nostro essere parte di un Ordine e di una famiglia, ci impegna ad essere costantemente aggiornati su quello che accade intorno a noi.
Abbiamo due strumenti importanti a portata di mano:
* i siti internet dell'ordine nazionale (www.ofs.it), del CIOFS (www.ciofs.org) e della Gi.Fra (www.gifra.org), nonché tutti gli altri siti che potrete facilmente reperire a partire da questi indirizzi
* la rivista nazionale Francesco il Volto secolare, interamente rinnovata e particolarmente ricca di spunti di riflessione e di informazioni
Non credo che il costo dell'abbonamento annuale (16 euro) sia un grosso problema economico, mentre può essere un'importante fonte di finanziamento per la fraternità nazionale.
Magari siete già tutti abbonati: se no, credo sia veramente opportuno sfruttare anche questo strumentom tanto più che almeno due dei nostri confratelli sono direttamente coinvolti nella gestione della rivista

Ritiro zonale di Quaresima

Ciao a Tutti...

vi mando il programma della giornata del 24/o2, cioè il ritiro zonale di Quaresima,
che si terrà a S. Andrea:

9,30 Lodi

10,00-11,15 Riflessione di P.Angelo "Il carisma francescano, da Elisabetta ai giorni nostri"
11,30 Celebrazione Eucaristica
12,30 Pranzo
14,30 Condivisione (con modalità ancora da pensare...)
15,30 Adorazione Eucaristica e Vespri.

Tutta la giornata si concluderà per le 16.30.

Il pranzo verrà preparato dalle sorelle di S. Andrea, con pagamento ad offerta libera.

Un bacio a tutti
Corrado

lunedì 11 febbraio 2008

Piccola nota sui prossimi appuntamenti

Vi rubo qualche minuto di tempo, innanzi tutto per ricordarvi due importanti imminenti appuntamenti (sabato 16 febbraio ore 21 la Serata organizzata dall'associazione Il solco in collaborazione con noi per celebrare il 25mo dell'associazione e domenica 24 febbraio 9.30 il ritiro Zonale a S. Andrea), e poi per condividere con voi una riflessione scaturita dopo un lungo e franco colloquio avuto con un fratello nei giorni scorsi.

Per poter vivere la fraternità fino in fondo, sarebbe veramente bello poter moltiplicare le occasioni di confronto e di colloquio, anche a livello individuale.
Sappiamo tutti, però, che in una fraternità abbastanza numerosa ed eterogenea, queste occasioni sono veramente poche. Non ci resta allora che cercare di approfittare il più possibile dei momenti di condivisione che già abbiamo, in particolare delle giornate di formazione-condivisione-revisione e delle Messe di fraternità con successiva agape.
La scelta di puntare su questi momenti, piuttosto che su altri, deriva da una proposta che il Consiglio matura per varie ragioni e che cerca di condividere con l'Assemblea di fraternità.
Sappiamo tutti che tale scelta, nonché la strutturazione dei momenti, non può accontentare tutti fino in fondo, per cui è necessario che ognuno di noi, nel suo piccolo, faccia qualche sacrificio in spirito di minorità.
Alla base di questo sacrificio deve esserci la consapevolezza che nessuno può fare a meno di questi momenti di condivisione, così come la fraternità non può fare a meno della presenza di ognuno di noi (ferme restando le impossibilità oggettive o le mille difficoltà e fatiche che la presenza ci può costare).
E' vero che qualsiasi occasione è utile per costruire la fraternità, basta che due o più fratelli si incontrino per qualunque ragione (quando stavo nella Gi.Fra., mia madre mi ripeteva se non fosse il caso di portare dai frati una brandina e fermarmi anche a dormire in fraternità).
Tuttavia, sappiamo che questo è un privilegio che pochi possono permettersi a causa dei nostri impegni di "secolari" (famiglia, lavoro, impegni sociali e parrocchiali), al cui adempimento anche la nostra Regola ci richiama. Da qui la necessità di individuare quei momenti comuni ai quali tutti dobbiamo sforzarci di essere presenti, di persona per quanto possibile e non solo con il cuore.
Chiaramente, un discorso a parte va fatto per chi vive o lavora lontano o per chi è chiamato a partecipare ai momenti d'incontro delle fraternità a livello superiore.

Forse questa mia riflessione è scontata ed è già condivisa da tutti ed allora mi scuserete se vi ho fatto perdere del tempo. Se non lo è, allora credo varrebbe la pena di affrontare fino in fondo il discorso, perché è molto importante per impostare la vita della fraternità.

A presto
Massimo Giudici

giovedì 7 febbraio 2008

Prove di canto per Pasqua

Mercoledì 13 febbraio avranno inizio le prime prove dei canti per la messa di Pasqua alle ore 21 in convento.
Per i prossimi appuntamenti sarete avvisati: è possibile che si mantenga il mercoledì..ma si vedrà a seconda delle esigenze…

un abbraccio a presto

Miriam

domenica 3 febbraio 2008

Inizia la Quaresima

Carissimi fratelli e sorelle,
il tempo fugge ed eccoci già qui alle soglie della Quaresima-
Primo appuntamento fraterno è la S. Messa con l'imposizione dellle Ceneri alle 18.30 di mercoledì 6 a San Nazzaro.
Compatibilmente con gli impegni di lavoro, cerchiamo di essere numerosi per iniziare insieme il cammino penitenziale verso la Pasqua.

Vi ricordo fin da ora alcuni altri appuntamenti nodali di questo mese:
- tutti i martedì di quaresima: adorazione eucaristica dalle 21 alle 23
- sabato 16 febbraio ore21. Serata organizzata dall'associazione Il solco in collaborazione con noi per celebrare il 25mo dell'associazione.
- domenica 24 febbraio 9.30 Ritiro Zonale a S. Andrea.

Massimo

sabato 2 febbraio 2008

Calendario 2008

Pace e bene,

insieme al bollettino di gennaio-febbraio, che potete scaricare dal collegamento Materiale Utile a destra sullo schermo, potete trovare il calendario delle attività fino a luglio.

martedì 29 gennaio 2008

Invito da parte del Padre Guardiano e i frati

Carissimo fratello e carissima sorella

Il prossimo 6 febbraio inizierà la Quaresima, segno sacramentale della nostra conversione come ci invita a pregare la Chiesa. Consapevoli che la fraternità nasce dalla Eucaristia, credo sia bello ritrovarci insieme a condividere la Parola e il Pane di Vita all’inizio di questo cammino di Conversione. Per questo ti invito a partecipare insieme a noi frati alla celebrazione di inizio della Quaresima e insieme con noi ricevere le ceneri.
L’Eucarestia si celebrerà nella Chiesa del convento Mercoledì 6 Febbraio alle ore 18.30.

Un fraterno abbraccio


Fra Roberto e i frati di San Nazzaro

Proposta per la Quaresima

Comunicazione della commissione liturgia:

Pace e bene a tutti!
Durante questa quaresima vorremmo proporre alla fraternità una modalità di preghiera semplice e antica che possa aiutarci a vivere in spirito di comunione il grande mistero pasquale.

Vi consegneremo un foglietto in cui troverete per ogni giorno di quaresima una frase tratta dal salmo responsoriale della messa di ogni giorno. L’invito è di poterla recitare nella mente più volte durante la giornata perché possa “scendere nel cuore” secondo lo stile della preghiera del cuore consigliata dai Padri della Chiesa, e allo stesso tempo "salire al Padre" come respiro della notra fraternità unita nella preghiera...

Speriamo di riuscire, prima delle Ceneri, a consegnarvi personalmente il foglietto magari direttamente a casa…

Buon cammino di quaresima a tutti!!!

domenica 13 gennaio 2008

Promemoria

Comunicazione della commissione liturgia a tutti i fratelli e le sorelle della fraternità :

- per la preghiera delle lodi e dell’ora media (inserita nell’adorazione eucaristica del pomeriggio) vi invitiamo a portare il vostro salterio personale


- per facilitare ulteriormente il raccoglimento e la preghiera, un ulteriore novità di quest’anno è il luogo: infatti per la celebrazione delle lodi (ore 9.30)ci troveremo in cappellina.

Cogliamo l’occasione per ricordare l’appuntamento del 17 gennaio, giovedì sera, ore 21.00 in Convento: preghiera ecumenica.
Fra l’altro, ricordiamo che giovedì 17 è il Giornata Nazionale per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo religioso tra cattolici ed ebrei: ci uniamo alla preghiera di tutta la Chiesa!
Mentre domenica 20 gennaio la Chiesa celebra la Giornata mondiale di preghiera per l’unità dei cristiani.

“Quali portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente,
ricerchino le vie dell’unità e delle fraterne intese, attraverso il dialogo,
fiduciosi nella presenza del germe divino che è nell’uomo
e nella potenza trasformatrice dell’amore e del perdono”
(art. 19 Forma di vita O.F.S.)
Pace e bene!

giovedì 10 gennaio 2008

Gennaio - appuntamenti

Carissimi,
pensavate che mi fossi addormentato, eh?
E invece no. Eccomi di nuovo a ricordare i prossimi appuntamenti di fraternità.

In primis, il Battesimo di Elisabetta, Domenica 13: come zii abbiamo il dovere morale di essere presenti.

In secondo luogo vi ricordo che Giovedì 17 alle ore 21.00 a San Nazzaro si terrà l'incontro di preghiera in occasione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, organizzato dal Segretariato per le attività ecumeniche di Novara con i fratelli delle altre confessioni. Seguirà un momento di fraternità ecumenica (i panettoni sono più buoni)
Mi permetto di ricordarVi l'importanza di questo momento di Chiesa e fratellanza universale, momento che va a sostituire la nostra messa mensile di fraternità-

Infine Vi ricordo la giornata di formazione di Domenica 20, che dovrebbe avere grosso modo il seguente svolgimento (qualche dettaglio è ancora da definire):
9.15 Accoglienza
9.30 (TASSATIVAMENTE) Celebrazione delle Lodi in cappellina
10.00 Comunicazioni e interventi formativi. Tema (dal nazionale): Chi siamo? (segue dettaglio)
11.00 (dopo pausa caffé) Gruppi di confronto e condivisione
12.30 pranzo con i frati
14.30 Momento di adorazione eucaristica
15.00 / 16.15 Condivisione
16.30 SS. Messa comunitaria

A proposito della giornata di condivisione, mi sia consentito ricordare che essa è il fulcro della vita della nostra fraternità, quindi tutti (a cominciare dal Ministro) dobbiamo fare ogni sforzo per cercare di viverla nella sua intierezza (dall'inizio alla fine, con la messa comunitaria), anche se capisco che per qualcuno può essere difficile: è comunque importante la buona volontà.
E' chiaro che ad ognuno piacerebbe forse una strutturazione diversa, ma al momento ci è parso opportuno confermare la struttura già consolidata, con le due importanti novità delle lodi in cappellina e dell'adorazione pomeridiana
A presto, dunque.

Massimo