lunedì 11 febbraio 2008

Piccola nota sui prossimi appuntamenti

Vi rubo qualche minuto di tempo, innanzi tutto per ricordarvi due importanti imminenti appuntamenti (sabato 16 febbraio ore 21 la Serata organizzata dall'associazione Il solco in collaborazione con noi per celebrare il 25mo dell'associazione e domenica 24 febbraio 9.30 il ritiro Zonale a S. Andrea), e poi per condividere con voi una riflessione scaturita dopo un lungo e franco colloquio avuto con un fratello nei giorni scorsi.

Per poter vivere la fraternità fino in fondo, sarebbe veramente bello poter moltiplicare le occasioni di confronto e di colloquio, anche a livello individuale.
Sappiamo tutti, però, che in una fraternità abbastanza numerosa ed eterogenea, queste occasioni sono veramente poche. Non ci resta allora che cercare di approfittare il più possibile dei momenti di condivisione che già abbiamo, in particolare delle giornate di formazione-condivisione-revisione e delle Messe di fraternità con successiva agape.
La scelta di puntare su questi momenti, piuttosto che su altri, deriva da una proposta che il Consiglio matura per varie ragioni e che cerca di condividere con l'Assemblea di fraternità.
Sappiamo tutti che tale scelta, nonché la strutturazione dei momenti, non può accontentare tutti fino in fondo, per cui è necessario che ognuno di noi, nel suo piccolo, faccia qualche sacrificio in spirito di minorità.
Alla base di questo sacrificio deve esserci la consapevolezza che nessuno può fare a meno di questi momenti di condivisione, così come la fraternità non può fare a meno della presenza di ognuno di noi (ferme restando le impossibilità oggettive o le mille difficoltà e fatiche che la presenza ci può costare).
E' vero che qualsiasi occasione è utile per costruire la fraternità, basta che due o più fratelli si incontrino per qualunque ragione (quando stavo nella Gi.Fra., mia madre mi ripeteva se non fosse il caso di portare dai frati una brandina e fermarmi anche a dormire in fraternità).
Tuttavia, sappiamo che questo è un privilegio che pochi possono permettersi a causa dei nostri impegni di "secolari" (famiglia, lavoro, impegni sociali e parrocchiali), al cui adempimento anche la nostra Regola ci richiama. Da qui la necessità di individuare quei momenti comuni ai quali tutti dobbiamo sforzarci di essere presenti, di persona per quanto possibile e non solo con il cuore.
Chiaramente, un discorso a parte va fatto per chi vive o lavora lontano o per chi è chiamato a partecipare ai momenti d'incontro delle fraternità a livello superiore.

Forse questa mia riflessione è scontata ed è già condivisa da tutti ed allora mi scuserete se vi ho fatto perdere del tempo. Se non lo è, allora credo varrebbe la pena di affrontare fino in fondo il discorso, perché è molto importante per impostare la vita della fraternità.

A presto
Massimo Giudici