martedì 1 luglio 2008

Martedì 1 Luglio - Commento alla Parola

Martedì della XIII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,23-27

La palestra della naturalità
(don Luciano Sanvito)


Ci è sfuggito il rapporto naturale con le cose e con le persone,
a partire da noi stessi: ci lasciamo appunto prendere dalle
nostre paure e dai nostri istinti del momento, poi ci lasciamo
invadere dalla psicosi del rapporto con l'altro, e infine con la
stessa natura non sappiamo più convivere, appena ci sentiamo da
essa disturbati nel nostro quieto vivere.

Siamo richiamati oggi a riappropriarci della fede in noi stessi,
nell'altro e e nella natura, che anche quando appare furiosa e
contraria ai nostri modi di procedere, ci indica e ci insegna
l'esercizio della fede in essa.
Dobbiamo imparare ad esercitarci alla contrarietà delle cose e
delle persone, e imparare così a equilibrare, in questa palestra
della vita quotidiana, i nostri atteggiamenti, affinché volgano
noi stessi e gli altri alla ricerca della serenità, della pace
interiore e anche esteriore.
Già: la pace anche esteriore, spesso fraintesa come assenza di
guerra, è invece il giusto rapporto equilibrato da assumere e da
tenere di fronte all'avvento degli eventi naturali, che sono
sempre naturali, anche quando noi li consideriamo fuori luogo o
esagerati.

Siamo come i bambini che vogliono dormire con la luce accesa, ma
dobbiamo imparare che naturale per il dormire è il buio; vogliamo
sempre essere difesi, ma la naturale esposizione della nostra
persona è la realtà che la vita ci chiede per essere veri.

Val più una tempesta fuori o dentro di noi?
Quale è la più ruinosa? Quale la più naturale?
Non forse quella esteriore, che se non sappiamo accogliere nella
condivisione diventa provocante e generante di quella
dell'anima?

La palestra della naturalità del rapporto con le cose, le
persone e con noi stessi ci invita, per poter imparare ad
obbedire a tutte quelle forze dirompenti che, se affrontate con
fede, si tramutano nella nostra gioia.