martedì 1 luglio 2008

Venerdì 27 Giugno - Commento alla Parola

Venerdì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Mt 8,1-4

(mons. Vincenzo Paglia)

Gesù ha parlato sul monte, davanti a una grande folla. E' stato
un discorso lungo, iniziato capovolgendo regole e consuetudini.
Ha chiamato beati i poveri, gli afflitti, i miti e quelli che
hanno fame e sete di giustizia. Ora scende dalla montagna e
continua a guardare con commozione e simpatia la gente che gli si
stringe attorno come alla ricerca di un pastore. Ecco venire un
lebbroso che gli si inginocchia davanti. E' un incontro
imprevisto, di quelli per cui spesso proviamo fastidio perché
disturba i nostri piani. Gesù ci insegna a essere compagni di
strada di tutti, a non guardare con diffidenza nessuno dei tanti
compagni di viaggio che si avvicinano a noi anche non invitati
(pensiamo a tanti stranieri!) Quel lebbroso è un uomo disprezzato
che nessuno ha potuto (o voluto) aiutare. Costui prega,
confessando la sua lebbra ma, assieme, anche la sua fede:
"Signore, se vuoi tu puoi sanarmi". Gesù, che più tardi dirà:
"Bussate e vi sarà aperto", subito apre la porta della sua
misericordia, tocca con la mano il lebbroso e gli parla. E la
lebbra scompare. Gesù non ha timore di fermarsi di fronte a quel
malato. Se ne prende cura, lo tocca e gli dice parole di affetto.
Così lo guarisce. Gesù mostra ai discepoli di ogni tempo come
stare accanto a chi ha bisogno. E afferma chiaramente qual è la
volontà di Dio: "Lo voglio, sii guarito". Questa dev'essere anche
la volontà dei discepoli e di ogni comunità cristiana.