mercoledì 24 settembre 2008

Mercoledì 24 Settembre - Commento alla Parola

Mercoledì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 9,1-6

(mons. Vincenzo Paglia)

Gesù ha appena guarito una donna adulta ed ha ridato la vita a
una ragazza. Gesù è venuto a liberare e a guarire dal male che
vuole dominare sul mondo. Anche i discepoli sono chiamati a
questa lotta. E Gesù dona loro la sua stessa autorità e il suo
stesso potere. Scrive l'evangelista che Gesù, tra coloro che lo
seguivano, ne scelse Dodici, diede loro il potere di cacciare i
demoni e di curare le malattie e li inviò in sua vece. È la
seconda volta che l'evangelista narra la missione dei discepoli,
quasi a voler dire che l'annuncio del Vangelo non avviene una
volta per tutte, e neppure è una iniziativa autonoma e privata.
Ogni discepolo è chiamato a inserirsi nella lunga scia dei
seguaci di Gesù per combattere la stessa battaglia e per
comunicare lo stesso Vangelo. Tale missione richiede di
spogliarsi di se stessi e del proprio protagonismo per essere
servi del Vangelo. In questa pagina si respira un'ansia che porta
i discepoli a recarsi di casa in casa, di villaggio in villaggio,
di città in città: nessuno deve restare privo dell'annuncio
evangelico. Persino Erode ne è incuriosito. Verrà anche per lui
il momento dell'incontro; purtroppo chiuderà il suo cuore a
Gesù. Era sazio di sé e aspettava solo prodigi, non la
salvezza, come invece attendevano i poveri e i deboli.