martedì 7 ottobre 2008

Martedì 7 Ottobre - Commento alla Parola

Martedì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno II)
Lc 10,38-42

(mons. Vincenzo Paglia)

Maria ai piedi di Gesù è l'immagine di ogni discepolo. Il
cristiano, infatti, è anzitutto colui che ascolta la parola del
Maestro e la custodisce nel proprio cuore. Il discepolo somiglia
a Maria più che a Marta, la quale si lascia sorprendere da un
attivismo che la incattivisce al punto tale da rimproverare di
insensibilità persino Gesù. Il cristiano è sempre e
soprattutto un discepolo del Signore. Questa è la sua
definizione più vera e profonda. Dall'ascolto della Parola di
Dio, infatti, scaturisce l'essere e l'agire del cristiano. Nella
preghiera scopriamo di essere figli, di poter cioè dare del "tu"
a Dio ed affidarci a lui con piena fiducia. Per questo si
potrebbe dire che la preghiera è la prima e fondamentale opera
del cristiano; sia la preghiera personale, possibile ovunque, sia
la preghiera comune. Nella preghiera impariamo ad amare il
Signore, i fratelli e i poveri. L'amore, infatti, non nasce da
noi, dal nostro carattere o dalla nostra natura. L'amore è un
dono dello Spirito che viene riversato nei nostri cuori mentre ci
mettiamo con umiltà e disponibilità davanti a Dio.