martedì 13 gennaio 2009

Martedì 13 Gennaio - Commento alla Parola

Martedì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno I)
Eb 2,5-12 / Sal 8 / Mc 1,21-28

Commento su Marco 1,21-28
(padre Lino Pedron)

L'attività di Gesù si concentra in una giornata a Cafarnao (Mc
1,21-45), poi la sua missione si allarga a tutta la Galilea.

La "giornata di Cafarnao" è il modello in piccolo di quello che
sarà tutto il ministero di Gesù. Lo riassumiamo così: Gesù
insegna, caccia i demoni, guarisce i malati, prega. Questo è il
ritmo fondamentale della vita di Gesù: attività e preghiera.

L'attività di Gesù comprende due elementi: parole e opere.
Marco ama rilevare soprattutto la potenza e l'autorità con cui
Gesù parla e agisce. Egli si presenta così: una potenza
sovrumana, una compassione che si avvicina a ogni povero, malato,
peccatore.

Gesù incontra gli uomini del suo tempo lì dove essi sono
normalmente: mentre celebrano il sabato o si dedicano alle loro
occupazioni. Li avvicina nelle situazioni in cui si trovano:
tormentati interiormente, colpiti da malattia, immersi nella loro
miseria.

La potenza di Gesù si manifesta nella sinagoga, poi in casa,
quindi alla porta della città: tutto lo spazio, sacro e profano,
viene riempito dalla sua presenza.

"Spirito immondo". La Bibbia definisce immondo o impuro tutto
ciò che si oppone alla santità divina. I demoni sono forze
d'opposizione all'azione di Dio, quindi sono detti immondi.

La proclamazione del vangelo scatena la guerra. Tra Gesù e
satana c'è un contrasto netto e irriducibile. La novità del
vangelo è la vittoria di Gesù sul male sotto qualunque forma si
presenti. Il male non viene solo dall'uomo: dentro di lui c'è un
inquilino che lo degrada e lo distrugge. Gesù è venuto a
scacciarlo.

Senza Cristo siamo tutti in balia delle forze del male e
incapaci di entrare in comunione con Dio, anche se siamo nella
sinagoga (v.23): la religione che salva non è la pratica di un
culto o la presenza materiale nei luoghi sacri o l'adempimento di
un precetto, ma l'incontro personale con Cristo.

"Il Santo di Dio". Questo titolo rivela la vera identità di
Gesù e la sua autorità divina. Il Santo di Dio è l'avversario
dichiarato del peccato che solo Dio può smascherare e perdonare.

Dopo la guarigione dell'indemoniato, la meraviglia di tutti si
manifesta in forma corale. L'avvenimento è provocante perché
Gesù non ha agito come gli esorcisti del suo tempo, con
incantesimi o formule magiche, ma soltanto con la sua parola.

Gesù libera dal potere di satana. Ma gli uomini sono disposti
ad accettare la libertà di Cristo? La risposta è solo in parte
affermativa. Se vi sono i discepoli che lo seguono, vi sono però
altri, la massa, che si limitano all'entusiasmo inconcludente e
alle belle parole. La gente per Marco è sempre una massa che
vive nell'indecisione e spesso preferisce una schiavitù comoda a
una libertà esigente. Ma il discepolo non può essere così.