mercoledì 21 gennaio 2009

Mercoledì 21 Gennaio - Commento alla Parola

Mercoledì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno I)
Eb 7,1-3.15-17 / Sal 109 / Mc 3, 1-6

Cristo ci guarisce anche di sabato
(Monaci Benedettini Silvestrini)

L'ipocrisia e la grettezza dei farisei sono davvero senza limiti:
essi si scandalizzano perché i discepoli del Signore, di sabato,
hanno carpito alcune spighe di grano per mangiarne i chicchi (il
vangelo di ieri). Oggi l'episodio si svolge all'interno di una
sinagoga, ancora in giorno di sabato, e, in tono di sfida nei
confronti del Cristo, essi stanno a guardare se egli oserà
guarire un povero uomo con una mano inaridita. Gesù è portatore
di vita, ha una visione sapiente e divina del valore delle norme,
che debbono regolare i comportamenti umani. Non può venir meno
alla sua missione, non possono delle norme esteriori diventare un
freno al suo amore. Egli dirà: "Non pensate che io sia venuto ad
abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per
dare compimento". Il compimento della legge è l'amore, amore a
Dio e al prossimo. Gesù è indignato per la durezza del loro
cuore; accetta quindi la sfida dei suo avversari, vuole
distoglierli dalla loro visione gretta e mortificante, vuole
rinverdire, con una evidente testimonianza, tutto ciò che in
loro è diventato vecchio, sterile e arido, più arido della mano
di quell'uomo. Vuole soprattutto dimostrare, ancora una volta, il
suo amore all'uomo e confermare il suo ruolo di redentore e
salvatore dell'uomo. Gesù scandisce quindi i suoi ordini:
«Mettiti nel mezzo!» e «Stendi la mano!». La stese e la sua
mano fu risanata». Neanche l'evidenza del miracolo smuove però,
i farisei! Spesso il male e l'incoscienza ha una durezza ed
irremovibilità davvero diabolica, scatena l'odio e la più cieca
e abietta avversione: "i farisei uscirono subito con gli erodiani
e tennero consiglio contro di lui per farlo morire". Circolano
ancora tra di noi, anche tra la così detta "buona gente", alcuni
integralisti di vecchio e nuovo stampo, che malati di ipocrisia e
affetti da puerile grettezza, vorrebbero trasformare le nostre
chiese in caserme e noi fedeli in militanti in divisa: sono molto
pericolosi perché si ammantano di zelo e trovano spesso adepti
tra i più deboli!