domenica 7 novembre 2010

4 novembre - Elogio del dissenso

L'amico don Renato Sacco,Consigliere di "Pax Christi" e parroco di
Cesara, ha scritto questa nota. La inoltro a tutte quelle persone che
essendo OFS dovrebbero , quasi naturalmente, essere dei "dissenzienti"
(ma se dovessimo fare un'indagine vedremmo purtroppo che non è così).
Pace (da costruire) e Bene da fare in ogni momento

Angelo
http://www.peacelink.it/mosaico/a/32684.html
www.mosaicodipace.it <http://www.mosaicodipace.it>
*Elogio del dissenso*
/3 novembre 2010 - Renato Sacco/

L'assemblea applaude un uomo di mezza età che – imbarazzato o intimorito
dalla vicinanza del potente – non riesce o non vuole prendere le
distanze dalla richiesta formulata a mo' di battuta "avrei una ragazza
da sistemare… tra questi stands...". E la risposta è "ci penso io". Chi
è quell'uomo? E chi sono quelli che applaudono?
Credo che possono essere la nostra fotografia. Di ognuno di noi quando,
per paura, sudditanza, comodità o interesse, preferiamo assecondare,
dare il consenso invece che esprimere il dissenso.
I potenti hanno sempre bisogno di consenso. Altrimenti il loro potere
crolla. Questo vale a ogni livello, politico, economico, militare.
C'è il rischio di dare un consenso, anche se apparentemente molto
lontano, a quanto sta succedendo in Iraq: la strage di cristiani nella
chiesa siro-cattolica di domenica 31 ottobre, e poi tutte le altre
violenze e uccisioni di questi giorni.
Un consenso fatto forse di silenzio, perché le notizie sui mass media
sono altre.
Un consenso dato alla guerra per esportare la democrazia. Un consenso
più o meno velato al grande affare della lobby delle armi made in Italy
che è riuscita a vendere in Iraq, solo nel 2009, per oltre 3 miliardi di
euro. Tutte per la sicurezza e la polizia?
Alcuni anni fa in un luogo in mano ai terroristi sono state trovate
migliaia di armi leggere italiane, con il numero di matricola
contraffatto, quasi una conferma che non erano state 'rubate' alla
polizia locale, ma era una grossa fornitura... finita chissà come nelle
mani dei terroristi. Ma il consenso alle armi è forte, anche perché
porta molto denaro.
Proprio gli amici iracheni mi chiedevano in questi giorni: "Perché tante
armi? Quali armi hanno in mano i terroristi? Chi le procura?".
Forse c'è un consenso tacito al progetto di dividere l'Iraq in tre
parti, Kurdi, Sunniti e Sciiti, eliminando così le minoranze.
Il consenso a volte è silenzioso, al limite dell'indifferenza.
E consenso ci viene chiesto anche nell'oratoria di guerra in questi
giorni, vicini al 4 novembre, anniversario della vittoria e giornata
delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale. Quanta retorica! A Milano
hanno pure collocato, come l'anno scorso, 2 aerei da guerra nientemeno
che in piazza Duomo! Chi ha dato il consenso?
Quale consenso si chiede con gesti del genere?
Il consenso alle guerre di oggi, chiamate missioni di pace, utilizzando
la memoria della prima guerra mondiale, degli oltre 650.000 mila morti
ammazzati in quella che il Papa di allora definì "Un'inutile strage".
Sì, ha usato proprio la parola 'strage', la stessa usata per descrivere
e condannare quanto è successo in quella chiesa a Baghdad domenica scorsa.
È tragico che il potere usi anche i morti della prima guerra mondiale,
magari chiamandoli eroi, quando invece erano semplicemente dei poveracci
costretti a fare la guerra contro la loro voglia. E non si ricorda
invece che l'opposizione popolare alla guerra era molto ampia e con la
dichiarazione di guerra, crebbe anche nell'esercito. Su 5 milioni e 500
mila mobilitati per la prima Guerra Mondiale, 870.000 furono denunciati
per insubordinazione. Oltre il 15%.
E sappiamo che chi non ubbidiva agli ordini di attacco al grido 'avanti
Savoia!' veniva fucilato anche sul posto. Il potere, men che meno quello
militare, non ammette dissenso...
Attenti allora a ogni forma di consenso data al potere, per non essere
complici. Ce lo ricorda anche la campagna promozionale di Mosaico di pace.
E per finire, proprio pensando al 4 novembre: c'è una cosa molto diversa
tra noi e chi è stato obbligato a far la prima guerra mondiale.
Loro non potevano opporsi. Cadorna aveva ordinato rappresaglie e
fucilazioni immediate.
Loro non potevano negare il consenso. Noi si.